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di non indicare i j/ezzi o versifi-cati o rifusi o corretti da lui, anzid’indossarsi le. colpe tutte che gliintendenti fossero per ravvisarenelle Odi contenute entro il pri-mo degli annunziati volumi, solche risparmino , egli dice , la ri~putazione egregia del sig■ Corset-ti. La rara moderazione di Aure-lio poteva ben desiderarlo, ma nongià dall’imparziale discernimentoaltrui conseguirlo. Difatti, un giu-dice di simigliatiti cose, quant’ al-tro mai riputato, dementino Van-netti , mostra (i) apertamente dicredere che quelle tra le Odi del-3 'Orazio italiano di Corsetti , lequali, a parer suo, meno dell’altresoggiacciano a censura, sieno ap-punto 1’ opera del nostro Bertòla.
V. Idea della Poesia aleman-na. Napoli, 1779, presso ifratel-li Raimondi, in 8.
Grande obbligazioni professardebile l’Italia all’autore che, ad-domesticandola colla più sceltapoesia germanica, ha arricchito incerta guisa di una nuova coloniail nostro Parnaso. Da ciò ha da ri-petersi la più brillante e distintaparte dell’elogio di Bertòla. Questosi è principalmente il titolo ondegli è dato di aspirare all’immorta-lità della fama. Qui è pertantodove egli porge in un Saggio sto-rico-critico un compendio dei fa-sti delle muse alemanne, racchiu-so in quattro epoche, dall’ nudecimo incirca fino al cadente seco-lo decimottavo. Ed in ciò fare, as-; urne con egual successo il tuonodell’ erudito e del filosofo, o esa-mini l’indole parziale di una na-zione poco fin allor conosciuta , orilevi ed insegni in qual manieraed in qual grado nella provinciadelle lettere belle la medesima siavvicini, ovver si discosti dal ge-li) Osservazioni intorno ad Orazio.Rovererlo, 1792 lom. I. parte II.; e conillustrazioni, Venezia tipogr. eli Alvi-sapoli, 1829, voi. 3 , in 8.
ilio degl’ Italiani, non meno cheda quello di altri popoli famosi.Tutto quanto è posto in chiaro dalui colla esattezza del ragionamen-to , ma viemmeglio colla evidenzadel fatto, mercè le versioni felicinell’idioma nostrale di lirici com-ponimenti tedeschi dì vario carat-tere. Alcuni Saggi di esse eranocomparsi di già sul giornale di Sie-na, ed indi nel 1777 uniti ad altri,dalla tipografia Raimondiana diNapoli.
Vi. Idea della Bella Letteratu-ra alemanna. Lucca, 1784, pres-so Bonsìgnori, in 8.
Continuazione dell’opera ante-cedente che, ritoccata ed accresciu-ta , viene a costituire il secondovolume della medesima. Questonon cede al primo nell’ importan-za dell’ argomento e del pregio.Nulla di più ingegnoso, per quelch’io ne penso, e di più sensatodel preliminare Discorso sulla poe-sia pastorale , e particolarmentesopra gl’Idillii di Gessrner. Di essitrovi descritte e protette <3allè al-trui fredde censure le originali in-contrastabili vaghezze ,, avvertitii luoghi imitati da Teocerito e daVirgilio , osservate le siiniglianzee le disparità che scoi-gonsi fra lepoesie di Gessner e tra quelle dialtri moderni, tanto italiani cheinglesi, francesi ed alemanni. Perun saggio delle composizioni mo-rali, e de’monodrammi tedeschiriproduce il Bertòla la versifica-zione del poema sulle Quattro etàdella donna di Federico Gugliel-mo Zaccaria , che divulgò la pri-ma volta coi torchi di Firenze , eparimente YArianna di Brandes,e di Engel colla Medea di Goette,volgarizzati in prosa. Scorre conmetodo epistolare sopra alquantipunti delle lettere e delle arti inGermania, terminando colla ri-stampa in italiano del Ragiona-mento di Giuseppe di Sonnen-fels in morte di Maria Teresa