dAustria, pieno in vero di quel-l’interesse o di quell’eleganza chedistinguono l’alemanna facondia.Ben è raro ehi, trattando della fo-restiera letteratura , aduni in sètali qualità da rappresentarla aisuoi connazionali, non tanto col-l’ampiezza delle cognizioni e del-le vedute, quanto, ciò» che piùmonta, colla pratica degli esempidall’ uno all’altro parlare egregia-mente recati.
VII. Elogio di Giacinto Marti-nelli patrizio riminese, abate del-la Congregazione Olivclana. Na-poli , i 9 S1 3 in 8.
E questo un funebre tributo diriconoscenza che il padre Bertòlarendè al congiunto, al confratello,al benefattore , dipinto quivi dalui siccome un perfetto modellodell’ ottimo religioso e dell’ utilecittadino. Lo stile vi è animatodalla verità e dal sentimento.
Vili. Le zioni di Storia scrìttead uso della reale Accademia dìMarina, 7 ’. /, Napoli, 1782 in 8.
Un’ opera , Io scopo della qualeera nuovo tra noi, scritta per le-zioni, vale a dire, con un metodoov’ è mestieri di incùta cautela adevitare le ripetizioni, l’oscurità,la noia, oltre f erudizione vasta emoltiplice esigeva^ in un modosingolare, ordine, raziocinio, per-spicuità e precisione nel disegnar-la e nell’eseguirla. 11 padre Ber-tàla nel compierne quivi le primetracce, ha ben corrisposto, o m’in-ganno altamente, alla natura odalla dignità dell’impresa. Egli vi(.■spone le coseappartenenti al com-mercio ed alla navigazione in tan-ti capi diversi, ma in foggia taledisposti, che, legandoli ciascunocogli annali d’ogni popolo, cospi-rino tutti insieme a formare uncomplesso, donde potersene trarreagevolmente la storia continuatadella marina. Le materie mi visembrano maneggiate dal buongusto e dalla filosofia. Con simili
guide e colle massime or divisate,incomincia questo primo volume( cui altri ne dovean succedere )dalla pittura generale de’ primiti-% i tempi del mondo, prosegue etermina colla storia degli Egizii,degli Assirii, de’Babilonesi, degliEbrei, de’ Medi e Persiani e deiFenicii, la preminenza de’qualipopoli sopra gli altri nell’ indu-stria, nel traffico, nella nautica a-prono largo campo alle riflessionidell’ autore.
IX. Cento Favole. Bassano ,1785, pel Remondini , in 8.
Fin dal 1579 videro il giornoalquante favole metriche di Aure-lio Bertòla, il quale, incoraggiatodall’applauso che queste riscosse-ro, otto più ne donò al pubbliconel 1782 per le stampe di Cremo-na con altri suoi versi, e nell’annodopo in maggior numero per quel-le di Verona. La presente centuriaoffre una luminosa ed abbondanteprova del suo valore in tal sorta diproduzioni, l’essenza di cui è ri-posta nell’ arte scabrosa di rendersensibile alla fantasia una massimaevidente alla ragione, onde trarneammaestramento e diletto. Il Ber-tòla non solamente ha evitati gliscogli, che s’incontran perciò daitessitori di favole, ma coll assu-mervi spessissimo e felicemente ildialogismo, ha vinto quella diffi-coltà che in esso riconoscea gran-dissima l’autorevole Lioberti. Ingenere , se più che al lepóre simiri nelle annunziate favole all’at-tributo della ingenuità si ne’con-torni come nello stile, son io d’av-viso che al Bertòla competano deiprimi allori tra gli odierni più ac-creditati favoleggiatori.
X. Operette in prosa ed in ver-so , Tomi III. Bassano : ì primidue nel 1785, cd il terzo nel t 789,pel Remondini, in 8.
Le Odi ed il restante delle com-posizioni liriche di soggetto e dimetro diverso, contenute nei due