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primi tomi, dopo essere già usciteseparatamente, furono dall’autoreriunite, e col titolo di Poesie cam-pestri e marittime impresse inGenova nel 1779, indi in Cremo-na nel 1782, aumentate e sempli-cemente iscritte : Poesie di Fico-filo Cimenio, che tale era il nomein Arcadia di Aurelio Bertela. Lapresente edizione esibisce unacompiuta raccolta dei versi indi-cati , non senza le seconde curedel poeta. Ad onta però di esse ,io temo che ai più severi estima-tori non sembrino i componimen-ti medesimi al possibile finiti, ro-tasti, variati nell’andamento, neimodi, nel numero ; tersi, infine,quanto pur vorrebbesi, e correttinella dicitura. Ma se perciò ei sirimase dal toccar l’apice della per-fezione , non è a dirsi come eglitrionfi per le grazie, per l’ameni-tà, per certa effusion d’anima cheformano la divisa costante dellasua. Rispetto alle prose elegantis-sime, sparse in questi tre volumi,oltre le Lettere campestri spirantigiocondità , di alcune tra le qualierasi per lo avanti abbellita la ro-mana Antologia, ed oltre il Saggiosopra la Favola, due Opuscoli siaffacciano già impressi a parte chemeritano quivi distinta menzione.
XI. Osservazioni sopra Meta-stasio, con alcune ottave al sepol-cro di lui. Bussano, 1784, pel lie-mondini, in 8.
Si ragiona in esse degli studifatti da quel raro Genio per riu-scir grande nel dramma, si additano le sorgenti da cui seppe at-tingerne le bellezze inarrivabili,e soprattutto s’istituiscono con-fronti esquisitissimi tra i modellipropostisi dal Metastasio, ed i trat-ti ond’egli nell’emularli di granlunga li sorpassò ; nel che il talen-to di osservazione e la delicatezzadel Bertòla spiccano, s’ io ben di-scerno, in maniera da non divider-ne con altri la gloria. Frattanto
non dee ommettersi da un biogra-fo ciò che il Bertòla, nella dedicazione, in data di Vienna, 6 mar-zo, 1781, di questo suo lavoro al-f insigne Garampi, accenna di semedesimo.- Queste Osservazionie questi versi riguardano un som-mo poeta non solo, ma un profon-do letterato, e un suo degno ami-co. Oltre di che, ad un aminosquisitamente nobile e gentile nonpuò esser discaro di fermarsi unmomento sopra un ingenua effu-sione di riconoscenza verso unoscrittore immortale, che per di leimezzo hammi tante volte avverti-to, consigliato, incoraggialo nellacarriera de' poetici studi. Egli colfavor de' giudizii suoi ha potu -to per avventura risvegliare nel-l'Eminenza Fostra alcun senso dicompiacenza per quella protezio-ne che a me ed ai letterarii mieitentativi ha ella sempre accordata.
XII. Elogio di Gessner. Pavia,
1 7 pel Balzani, in 8.
L’autore si è quivi discostatodal consueto stile degli filici il liutidi abbandonarsi liberamente aivirtuosi trasporti ed ai linguaggiopatetico dell’ amicizia. Bisogna as-solverlo da tale irregolarità in gra-zia di ciò, cd in ricompensa diquel candore che proprio innamo-ra, col quale ne informa dell’ au-reo costume del Gessuer e dellasua famiglia, e ci ritcsse i dialoghiseco temiti circa i principii dallostesso Zurighese adottati e seguitinello scrivere e nel dipingere.
XIII. Della Filosofia della Sto-ria, Lib. III. Pavia, per Giusep-pe Bolzani, 1787, in 8.
Indagare e discutere le cause in-trinseche degli avvenimenti e del-le rivoluzioni occorse nelle umanesocietà, additare i rnez/i immedia-ti che servirono a produrli, i verieffetti che da quelle cause e daquei mezzi discesero, ecco i doveriche corrono al filosofo della storia,ed insieme gli oggetti che F abate