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e città < Jie Io attorniano, lo lasciaa Dusseldorf, ove sembra che quelmaraviglioso fiume, quasi (la sò de-genere , vada a perdere ogni suagloria. L’autore rende conto dellasua bella fatica nel seguente mo-do {( ) : lo ho cercato di narrare edi descrivere soprattutto per colo-ro che si piacciono di quelle cam-pestri situazioni che ora muovonol' animo soavemente, ora L' agita-no con forza, e l’ ingrandiscono :ho però aspirato talvolta a darqualche cenno, alto non già a sod-disfare, ma a solleticare vieppiùVappetito dei Naturalisti, e mi so-no poi ricordato con piacere diservire ai Geografi, colà soprattut-to dove erano da. notarsi e la pro-gressione e V andamento dellemontagne, e la separazione delleloro acqua, donde sa ognuno qualcopia e rilievo di conseguenze sipossa trarre intorno ai limiti na-turali dei popoli, e intorno allaragione della temperatura e fer-tilità di' paesi. Egli ha pienamen-te adempiuto al fine propostosi ,non solo animando e variando ilsuo quadro con una vivezza e co-pia sorprendente di colori , ma e-ziandio spargendo 1’ interessantesua descrizione di fiori scientificie letterarii d ogni maniera. Al con-trario, il profondo Do Lue nel to-mo xiv delle sue Lettere fisiche emorali sulla storia della terra edell' uomo , dando un’ idea dellepiù ragguardevoli terre in mezzoalle quali scorre il medesimo fiu-me, non ebbe in mira che l’istoriadella Natura, oltrecchè egli tenneuna diversa direzione, mentre nonandò per le acque dei Reno se nontra Coblenza e Magonza, laddoveil nostro epistolografo ha navigatoda Magonza sino a Colonia (2).
XVII. Sonetti amorosi. Citerà.
(1) Nella lettera prima.
<*) Si ristampò anche quest’ opera inMilano , Silvestri , 1817, in 16.
( Milano , pel Mainardi ) , in B,
Capricci giovanili, che videronell’ anno 1 798 la luce per la pri-ma volta col nome dell’ autore, masenza il consentimento di lui, cheanzi provonne sommo rammarico.Egli poteva chiamarsi mal soddis-fatto dell’ argomento, non cosi del-la poetica esecuzione ( 1 ).
Óltre alle descritte opere , so dicinque canti tessuti sopra un fram-mento greco, intitolati :
XVIII. Il primo Pittore. Vero-na, 1792, in 8. So aneora di un’E-pistola a Tiziano, e d’ una Can-zone per Fabrizio del Pozzo, cheil Bertòla divulgò, come pure d’unsuo Trattato inedito Sulla graziadell' elocuzione, e di alquanti So-netti non impressi, eh’ ei recitavacon molta vivacità ai colti amici,lavorati sul gusto di quel granmaestro di stile Domenico Lazza-rini. I quali parti d’ingegno, oveuscissero in luce, concorrerebbe-ro, cogli altri che già la godo-no, a mantenere il benemerito au-tore nel diritto che i vivefiti edi posteri , volendosi attenere allagiustizia , non potranno contra-stargli, di non esser posto, cioè,tutto sotterra dopo la morte.
Pomp. Pozzetti.
Alle Opere sin qui indicate dal
Pozzetti possono aggiugnersile seguenti :
XIX. Saggio di Odi Italiane.Forlì, 1775, in 8.
Era il Bertòla appena giuntoall’età di 2oanni quando pubblicò
(1) Di quest’ erotico libro si fece laprima edizione col titolo: Rime e Pro-se in Genova , 1797 in 8., che oltre aiSonetti contiene alcune Novellette pa-storali scritle in prosa con molto buongarbo. Si ristampò più volte, e talvol-ta col nome arcadico dell' autore, Tico-filo Cimerio.
L' Editore.