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[Volume primo e volume secondo.]
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con grande rapidità e calore tantefatiche, tanti meriti, tante gloried’Ignazio e della sua compagnia ;ne piace F applicazione di quelmare della Scrittura, in cui en-trano tutti i fiumi e che mai nonridonda, al cuore d’Ignazio, cheun Pontefice disse maggiore delmondo; ma non ne piace quel farriciso e spezzato, nimico della ora-toria maestà ; non quelle uscite,che per far colpo danno nel tri-viale, coiti’ è quella: A me quelpiego della Germania. E si desi-dera poi da un capo all'altro quel-la correzione ed eleganza di stile,che è tanto raccomandata in sifatte orazioni panegiriche; anzivi notammo qualche espressioneaffatto impropria, come gii svenu-ti digiuni ; poiché il digiuno nonisviene se non allor che si man-gia. Nella seconda parte poi c’ èun dividere e suddivider che stan-ca , un sillogizzare scolastico cheannoia; se non che quando il Pa-negirico è sul finire, allora la ve-ra eloquenza incomincia, presen-tandoci il Borgo con una magni-fica ipotiposi dall’ una parte laCompagnia di Gesù, che, quasiceleste guerriera , offre l’ignudocollo al Pontefice; dall’altra que-sto nuovo Iefte, che tremando laimmola per la comune salvezza.Parla poi delle disperse ossa diquesta vittima, cioè degl’indivi-dui della disciolta Società, e mo-stra come anche dispersi conti-nueranno a procacciare la mag-gior gloria di Dio. E udendosi aintimare, nuovo Ezerhiello, ch’e-gli abbia a profetar di queste ossa,e’ se ne cansa destramente, e fache Dio stesso parli per lui ; e allasua divina parola, e’ consiglia leossa della figlia d’Ignazio a tacer-si c a sperare: con che si apre lavia da augurar nuove glorie emaggiori trionfi all’ Ignaziano I-stituto. Tutta questa parte del pa-negirico del Borgo è certo della

più alta eloquenza, e rivestita qua-si di una luce profetica; ma è adolersi, che per giungere a que-sto punto si debba passare permolte e molte pagine , non menodisordinate d’idee, che trascuratedi stile. Noi ci siamo alquanto di-stesi su questo panegirico, più fa-moso per le circostanze in cuinacque, che per lo suo merito in-trinseco, perchè ci è sempre pa-rino, che la Biografia non debbadar solo delle notizie, ma altresìqualche lezione, nè debba giovartanto all’ erudizione, quanto albuon gusto. Opera di altra natu-ra, ma che procacciè al Borgo unariputazione vie più durevole, si fuF Analisi o esame ragionato del-V arte della fortificazione e difesadelle piazze. Venezia, >777 in la-udiamo un illustre matematico,il professore Zendrini, a dar sen-tenza su quest’ opera, ch’ei chia-ma prodigiosa. ?? Svelati i difetti,» per cui nelle arti di fortificazio-?> ne, pur di Vauban, rimane sem-11 pre la difesa inferiofg all’offesa,?> propone egli nuovi mezzi atti a» rendere questa , se non vinta ,?? pareggiata da quella. Ricco è ilTi lavoro di acute inventive, fra len quali scorgesi la sua Cifra par-?? laute a segni, imitata pnntual-?- mente nel telegrafo d’ oggidì,?» tanto anche in Italia magnifica-?? to , quale strania invenzione,?? mentr’è da aggiungersi a’ non?? pochi trovamenti carpiti a’ figli?? di questa Italia, obbliviosa sprez-?? zatrice del suo, ammiratrice del-?? lo straniero. ?? L’ ab. Dominiciin un articolo necrologico del Bor-go (1) ci fa sapere, che uscito ilprimo Volume di quest’opera, enon parendo all’Autore, che svol-to fosse 1 ' argomento con tuttat ampiezza di cui lo credeva ca-pace , avea posto mano ad un

( 1 ) V. Memorie per servire alla Sto-ria letteraria e civile. Voi. xxix f. 63,