Band 
[Volume primo e volume secondo.]
Seite
143
JPEG-Download
 

secondo volume, che non rimarràlungamente inedito. Ma aneli e sen-za il corredo di questa giunta, l’o-pera del Borgo gli meritò le piùampie lodi dagl’ intendenti, e lapatente di Tenente Colonnello de-gl’ingegneri dal gran Federico;cosa che parrebbe incredibile inun uomo cresciuto nella letterariaquiete di un chiostro ; se il PadreDaniel con la sua Storia della mi-lizia francese, e il Pad. d’Aquinocol suo Lessico militare non ci a-vessero già accostumati a questifenomeni. Mentre il Borgo conquest’ opera insegnava il modo didifender le piazze, egli dava l esempio di un altro genere di di-fesa , con la Memoria Cattolicacontro il Breve di soppressionedella Compagnia di Gesù, e congli Aneddoti interessanti di storiae di critica intorno alla suddettaMemoria. E amici c inimici tri-buivano timidamente al Borgoqueste due opere; che gli uni te-raean con ciò di far poco onorealla sua pietà, gli altri di farnetroppo al suo ingegno; ma il Bor-go se ne dichiarò egli medesimoautore; anzi noi teniarn da buonaparte, che in punto di morte egliprotestò di non sentirsi verunoscrupolo di averle scritte . Scrissealtresì il Borgo due Lettere ad unPrelato Romano contro il Sinododi Pistoia e gli Annalisti di Firen-ze; e una Novena per la festa eun’ Istruzione pratica della divo-zione del Sacro Cuor di Gesù. ]\ècontento di pubblicar le sue pro-prie cose , pubblicò anche quelledegli altri, avendo egli procurato1’ edizione delle prediche del suocon fratello Francesco Vettori,man-tovano , e mandatovi innanzi unsuo preambolo. L’ abate Dominicici avvisa nel suddetto articolo, cheil Borgo lasciò manuscritta unatragedia , e che era amatore delleScienze lìsiche e naturali, e mas-sime della diottrica, sino a com-

porsi egli stesso e microscopii etelescopii per le dotte sue osser-vazioni. Mori in Parma del * 794 »avendolo Iddio tolto per tempoalle usurpazioni, alle mine, agliscandali, che desolando poco poila misera Italia , avrebber portato1’ ultimo colpo al sensibile e gene-roso suo cuore.

P. A. Paravia.

BODQNI ( Giambatista ) tipo-grafo rinomatissimo nacque il dì16 febbraro 1740 in Saluzzo daFrancesco Agostino che esercitaval’arte impressoria, e da Paola Mar-garita Giolitti, gente non punloagiata, ma onoratissima. Spese l’a-dolescenza nelle pubbliche scuoledella sua patria, e nell’ addestrarsinell’arte paterna, e compiuto appe-na un corso di studi di belle lette-re segui quell’ irresistibile impulsoche lo chiamava ad essere esclusi-vamente tipografo. Gl’intagli inlegno che servono a fregio de’ libricominciarono ad occuparlo , manon contento di questa parte or-namentale strinse amicizia con unIgnazio Cappa fabbro-ferraio pertentare sperimenti più arditi co’materiali occorrenti alle stampe.Era nell’età di I danni quando la vo-glia di migliorar pane e istruzione,e gli eccitamenti di un DomenicoCosta suo condiscepolo lo determi-narono a lasciare patria e famiglia,risolvendo di recarsi con esso aRoma, dove un abate zio del Costacoprendo un impiego di Segretarioimmaginavano d’avere a mecena-te e benefattore. Strettezze econo-miche non poche soffersero nel lo-ro viaggio, e non avrebbero forseraggiunta la mata senza la vendi-ta che il Bodoni andava facendoagli stampatori degl’ intagli in le-gno di sua esecuzione. Arrivati fi-nalmente a Roma nel 1768 malin-cotiosa visita è stata quella fattaal Segretario ab. Costa menti - ’ o-gli li assicurò che niente affatto