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[Volume primo e volume secondo.]
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dire, il prodromo rlelìa magni-fica opera : Epithalamia exoti-cis linguis reddito, pubblicata ap-presso nel 17 ^5 in foglio per occa-sione delle nozze del reai Princi-pe di Piemonte ; opera ricca di 2 5alfabeti di lingue straniere, di co-pia grande di fregi, e sì ornata esontuosa da esser allora riguarda-ta come una delle più belle im-prese che uscite fossero dalle ita-liane officine. Piacque sì questolibro, che postine gli esemplari invendita ebbero tosto il valore di 6zecchini, salito poi sino a 5 o, e lacittà di Salir/,zo, la quale n’ ebbein dono un esemplare dal tipo-grafo concittadino, inandògli agraziosa retribuzione due candel-lieri d’ argento fregiati dell’ armedella città stessa. In grande atti-vità mantenevasi la reai Stampe-rìa Parmense, ma i libri ivi pub-blicati dal 1776 al 1782 non era-no per lo più di letteraria impor-tanza, ove si eccettuino le Ope-re di Mengs, voi. 2 in 8. - le Memo-rie de' Gran Maestri di Maltadel Paciaudi , voi. 5 il 1 4 - - ilCours d' études dì Conditine, vol-ici in 8. Quelle che si distinseroper molta vaghezza tipografica fu-rono una Congratulazione russae latina che offri il Bodoni alleMaestà Russe nel loro passaggioper Parma 1 ’ anno 1782, ed il li-bro : Prose e Versi per onorarele Memorie di Livia Boria Ca-raffa, 1784 in [\. gr. libro ornatocon rami di buon intaglio.

Le Bodoniane edizioni pubbli-cate sino a’sopraccennati anni sivedeanoperlo più ornate di mean-dri, di finaletti, di vignette, di fre-gi in rame, ma quelle che il tipo-grafo diede posteriormente a lu-ce mostrarono per invariahil siste-ma la maggiore semplicità, nonammettendo altri vezzi da quelliin fuori che inerenti sono alla ti-pografìa. Riuscirono a seconda diquest’ ottimo disegno le stampe

delle Odi di Anacreonte fatte ingreco nel 1784 in 8. e nel 1785in 4- - dell'Esiodo, 1 785 in 4. - de-gli Amori pastorali di Dafni eCloe di Longo tradotti da Anni -bai Caro in greco e in italiano,nel 1786 in 4 - L’Anacreonte diedeoccasione a’ Giornali francesi ditributare molte lodi al tipografoitaliano, non senza osservare peròche il nuovo carattere greco inesso adoprato riusciva alquanto af-fettato sì nelle teste che nelle code;ma intorno alla stampa del Lon-go non ebbero a ridire, che anzila riguardarono come gemma del-l’arte; ed in fatti grande curas’ era presa il tipografo spezial-mente per gli esemplari della tra-duzione del Caro, soprastandosempre egli alla tiratura del tor-chio. Diceva : Chi vuol giudicaredella bravura d' un torcoliere siprovi a fargli stampare il Longo..Nell’anno 1788 Bodoni pubblicòil secondo suo Manuale tipografi-co in 4. e non tanto fece in que-sto conoscere di quale importanzafossero i ritocchi da lui fatti conindicile pazienza a’ suoi primi ca-ratteri, quanto la grande copia dicaratteri esotici eh’ era riuscito anuovamente apprestare. Vinto ineccellenza d’arte questo Manualeda un terzo di cui si dirà più in-nanzi , basti qui 1’ averne fattoun solo cenno.

La fama della getterìa e tipo-grafia parmigiana dilatavasi nonsolo per 1 ’ Europa, ma sino di làde’ mari, ed in prova di ciò unsingolare documento si vuol quiinserire nella fedele versione dal-1 ’ inglese di una Lettera al Bodoniscritta da Filadelfia dal famoso Be-niamino Franklin, il quale pu-re apparteneva ad una famiglia distampatori.

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