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Filadelfia, i 4 Ottobre 1787.
51 Signore
11 Ho provato il massimo piace-li re nel ricevere e svolgere il vo-v stro egregio Essai des Caractè-v res de l' Imprimerle. Uno è de’
?> più belli che quest’ arte abbiav prodotto sino ad ora. Sarei lie-v tissimo di vedere un saggio de-v gli altri vostri caratteri, oltre ilcorsivo ed il tondo della Letterav al Marchese di Cubières ( mi-si pressa dal Bodoni nel 1785 ), esi di essere informato del prezzosi di ciascheduna spezie . lo nonv ardisco di criticare le vostre ma-ss iuscole corsive, in generale per-si fette; solamente siami permes-si so di dire che a me la formai> del F nella parola LETTREi> del titolo sembra preferibile asi quelle dal T nella parola Tjpo-i) graphie della pagina seguente,si a motivo che l’asta inferiore del
s, T, P, R. E, n, D, II, K, L, I,v e di alcune altre che nello scri-i> v-ere noi cominciamo dall’ alto ,si si gonfia naturalmente a misura» che la penna discende ; ed è so-li lamento nell’ A, e nella M ed N11 che questi tratti sono sottili ,n perchè la penna le incominciasi dal basso.
si Con grande stima ho l’onore*1 di essere
>> Signore
11 Vostro obbedientìssimo ed11 Umilissimo Servitorev B. Franklin
TNel 1788 il nostro tipografo siaper divagamento necessario allasua salute , sia per corrisponderea’ replicati inviti fattigli dal ca-valiere di Azara ambasciadore diSpagna e suo mecenate, volle ri-vedere Roma. Nel suo passaggio
per Bologna e Firenze non tro-vò che gare di uffici ospitali pra-ticatigli dal fiore de’ dotti e de’personaggi più eccelsi ; ed in Ro-ma il Pontefice Pio VX lo consolòcon atti singolari di clemenza e diprotezione. 11 ministro d’ Azaraavrebbe voluto eh’ egli si determi-nasse a cambiare la residenza diParma in quella di Roma, ma fer-mamente si oppose, troppo stan-dogli a cuore di non distaccarsi dauna città eh’ eragli divenuta se-conda patria . Durante il viaggionon lasciò di visitare anche .Na-poli, dov’era pure in grande fa-ma salito il suo nome, e lo eraa tale che saputo avendo un dila Regina eli’ egli stava visitan-do la sua residenza, lo fece invita-re a recarsi nelle sue proprie stan-ze. S'cusÉivasi il Bodoni pel vestiretroppo dimosso in cui era : Vengacome si trova, proruppe Carolina,lui, lui solo voglio vedere. Ritor-nato a Parma a’ primi dell’anno1789 trovò copiose commissionidi nuove opere da imprimere, edattesa la difficoltà di poterne sol-lecitare il lavoro nella reale Of-ficina chiese alla Corte la permis-sione di erigere altra tipografiasua propria. JSIon solo furono se-condate le sue istanze, ma ad au-mento di grazioso favore gli ven-ne anche gratuitamente accorda-to un locale nobile ed opportu-no. Le nuove imprese che più gio-varono in questo tempo a stabilirela sua rinomanza europea furonole edizioni seguenti : L’ Amintae la Gerusalemme del Tasso,1789 in 4- ed in foglio voi. 2. -1 ’ Orazio, 1 7<| 1 in foglio - 1 ’ Ana-creonte greco, ristampalo 1791 in16 ed in 8.-il Callimaco, 1792 inl\.-il Teocrito, 1792 in (\.- il Longino,1793 in 4 . - il Virgilio, 1793 voi. 2in foglio- i tre Poeti Catullo Tibul-lo e Properzio, 1794 J°S^° ~
Tacilo 1795 pool. 3 in 4. tutte stam-pe tanto sontuose da non lasciar