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Noi crediamo che non sieno davalutarsi gran fatto queste su«prerogative , e clic basti all’ im-mortalità del suo nome il titoloche ninno può contrastargli divero Restauratore dell’Arte Tipo-grafica nella nostra Nazione.
B. Gamba.
ZENDRINI (Bernardino), unode’ più celebri idraulici dell’ Italia,nacque ai 7 cl’ aprile 1679 a Savio-re , nella vallata dell’ Oglio , nellaprovincia a cui dà nome la cittàdi Brescia. Incerte sono le tradi-zioni sidla sua prima educazione.Si presume che suo padre,chiama-to a Venezia per alcuni affari, velo conducesse e lo collocasse in uncollegio di gesuiti, dove Zcndriniricevesse l’istruzione elementare.L’affezione ch’egli ha sempre ma-nifestata per que’ religiosi, e laclausola del suo testamento concui addita la loro chiesa per luogodi sua sepoltura, danno consisten-za a tale opinione. Il vivo amoredello studio, e le disposizioni chedimostrava, indussero presto lasua famiglia a mandarlo all’uni-versità eli Padova, in cui gli fuconferito il grado di dottore nell'-jOi. Uno dei professori di quel-1’ accademia era 1’ autore del trat-tato Della natura de' fiumi , Do-menico Guglielmini, il quale alpregio di essere uno fra’ più dot-ti idraulici congiungeva quello diessere uno dei migliori geome-tri del suo tempo, avendo in oltrecoltivato con lode la medicina, edessendo studioso in astronomia.Zendrini, allievo ed ammiratored’ un uomo si celebre, volle acqui-stare una cognizione profonda del-le scienze che il suo maestro pos-sedeva, e si dedicò, con tutto l'ar-dore di cui era capace, allo studiodella medicina ed a quello dellematematiche, e delle loro applica-zioni alla fisica, alla meccanica ed^dl’astronomia. Uscendo dell’uni-
versità, andò a praticare la medi-cina nella sua patria ; ma non visoggiornò lungo tempo, animatoeom’ era dalla passione d’appren-dere, di coltivare il consorzio deidotti, e di trovarsi sopra un teatrosu cui avesse potuto far valere cdaccrescere il suo merito scientifico.Abbandonò pertanto il suo paeseverso il 1704, come apparisce dauna sua lettera, pubblicata lo stes-so anno, in un’opera periodica,Galleria di Minerva , la qualestampavasi in Venezia, dove egli sitrapiantò. Il titolo di tale primapubblicazione era : Epistola adclarissirnos auctores criterlorumin librum Monticelli. Essa avevaper oggetto il salasso, di cui Mon-ticelli era un violento avversario, eche eccitava tra i medici calde di-scussioni, nelle quali la ragione ele convenienze non erano semprerispettate. Per non aver più a par-lare dei trattati di Zendrini con-cernenti la medicina, citeremo an-cora quello eh’ei pubblicò nel 1 71 5 ,sulla china ( trattato della chinachina) (1). Le proprietà medicina-li di tale corteccia erano allora, co-me quelle del salasso, un grandeargomento di controversia. I duescritti, ora citati, spiccano per unadialettica metodica e saggia, unasana filosofia ugualmente lontana edall’entusiasmo poco riflessivo perle novità, e dall’attaccamento osti-nato alle idee antiche. L’ autoreraccomanda in essi F osservazione,la conoscenza ragionata de’fatti,come i più sicuri mezzi d’arrivaread un buon sistema di regole prati-che. Frattanto però che componevastimabili opere sulla medicina, en’csercitava l’arte con molta lode,Zendrini non continuava perciòmeno ad applicarsi, con pari zelo
(i> Gli Atti di Lipsia, del 170G, con-tengono l'annunzio di un’altra opera chenon è stala pubblicata : Commenlariumllijipocratis libros de aere, aquis et h .>-cis.