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[Volume primo e volume secondo.]
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sembrò più di quella maravigliosagrandezza e pellegrinità che aprincipio, fra molte immagini ve-ramente forti e vivaci se ne rin-vennero delle tumide e false, ilgusto della lingua e l’arte miglio-rata di rendere armoniosa la poe-sia , fece spiacevoli le inesattezzee le forestierie della dizione e lavolgare numerosità del verso; ri-dotti in somma assestati i gindi-zii, si tenne il Natale di Cristoper lavoro di giovane ingegno, dacui molto poteva attendere 1’ Italiae la poesia, data una più lungavita, una direzione di studii piùregolare, e migliori condizioni nelgusto generale del tempo e dellanazione. Questo stesso giudizio sipuò formare intorno alle altre poe-sie del Gaudenzi, che leggonsinella edizione di Nizza, 178!! , ein quella di Venezia del Picotti,181 1.

Non fu per altro la sola poesia acui egli si desse con tutto l’ani-mo. Anche le scienze esatte si col-tivarono dal Gaudenzi con amoree profitto ; e, com’ era naturale, laclassica erudizione. Erettasi perconcessione ed aiuto del Senato ve-neto l’Accademia di Scienze e Let-tere in Padova , di cui il Cesarottiera segretario per la classe delle let-tere , fu tosto il Gaudenzi fra glialunni, e indi a non molto del nu-mero de’membri pensionari. Peradempiere agli obblighi di accade-mico che riceveva stipendio, si mi-se a lavorare una difesa di Ciceronedalle accuse apposte al grande ora-tole da Plutarco e da Dione Cas-sio. Avrebbe dato compimento alproprio disegno in varie disserta-zioni, in ciascuna delle quali sa-rebbesi fermato a considerare l’in-signe romano sotto un dato aspetto.Nella prima il riguarda soltantonelle sue relazioni domestiche , ecome uomo semplicemente; il chegli dà luogo a purgarlo dalle t-acciedi naturale effeminato pel dolore

che mostrò quando fu cacciiato inesilio e nella morte della figliuolaTullia, e di soperchia chi rezza ,pel ripudio della moglie Pmblilia.In questa dissertazione -mostrò ilGaudenzi che in lui la fantasiamolto ardente non era disgiuntadall’ acume del ragionamento edalla diligenza necessaria alle ri-cerche erudite ; e se togli um pocodi enfasi rettorica, che diremoquasi inerente a siffatti scr itti, ilsecondo volume dei Saggi del-l Accademia diP adova , ove la dis-sertazione suddetta venne stam-pata, può chiamarsene onorato. A-veva apparecchiati i materiali ne-cessarii ad una seconda disserta-zione, in cui avrebbe cercato dilavare Cicerone dalle macchie ri-guardanti i pubblici carichi da luisostenuti, ma fu impedito dal re-care a termine il suo disegno perla morte che il colse, fresco d’ etàdi soli 35 anni, il 27 giugno del1784. La malattia nervosa allaquale, dopo avere con lungo tra-vaglio contrastato, soggiacque, as-sociavasi molto probabilmente alsuo fòrte sentire , e alla perspica-cia non ordinaria del suo intellet-to ; rari doni, da pagarsi pressoche sempre a cosi caro prezzo. J1Cesarotti che Io aveva amato diquella gagliarda affezione , che simeritava una devozione similmen-te gagliarda palesatagli dal Gau-denzi fino dai primi anni, e noninai venuta meno tutta la vita, neannunziò all’accademia di Padovala morte con parole di estremodolore, giovandosi nella chiusadella sua relazione di alcuni versidel poeta da se tradotto , e tantoprediletto al defunto (1).

Luigi Cvrrer.

(1) Nel volume IX delle Opere delProf. Antonio Meneghelli ( Padova coitipi della Minerva ii33i) vi è un Elu-gio del Gaudenzi.

L’Uditore.