sicuro giudicio, d’ una critica pro-fonda e n’ usci colf Adelaide illu-strata ; illustrazione quasi com-piuta di due secoli oscuri il X e
Xt.
Mirabile è a vedere con qualsagacia egli esamin.a i sistemi de-gli avversari, ne scopre gli erroridi erudizione e di ragionamen-to; svela le false basi; a cui s’appog-giano e non li abbandona finchénon li ha interamente abbattuti;con qual dottrina poi, con qualgiudizio, con quanta perspicuitàed eleganza di stile ricava dai do-cumenti e dagli scrittori contem-poranei sicura notizia di fatti im-portanti e li dispone in bell’ordi-ne! Chi ha letto l 'Adelaide illu-strata giudicherà che il Terraneonon è secuudo al Giulini nell’ar-te di far parlare e fruttificare i do-cumenti. — Dell’ Adelaide sonostampate due parti. La terza siconserva inedita nella Bibliotecadella Università e non è propria-mente che un abbozzo. Ncllà pre-fazione che dovea precederla l’au-tore si lagna delle persecuzioni in-degnamente sollevate contro di luida persone che sedeano in alti luo-ghi. Era allora facile ad un poten-te invidioso di una virtù che nonera in lui di mascherare sotto spe-cie di ben pubblico la sua privatapassione ed impedire 1’ adito neipubblici archivi a que’che avrebbersaputo trarne profitto. Mentre noici confortiamo di tempi migliorinon possiamo che lamentar la ca-gione che impediva il Terraneodi compiere l’opera insigne del-1’ Adelaide. D’ un altra beneficiova debitore il Piemonte a quelcritico illustre. Ei fu maestro diGiuseppe Veruazza.
Luigi Cibkario.
RAPONI (Ignazio Maria) an-tiquario, nacque in Rocca di Papa,castello poco lunge da Vellelri ,l’anuo Guanto natura gl; fu
avara di doti personali, altrettantogli fu larga di quelle dello spirito,ch’ebbe pronto a qualunque nobi-le disciplina. Nato da parenti po-veri, dovè la propria educazionealla sua buona volontà e all’amo-re che portava allo studio. In Ro-ma diede opera alle buone letterelatine e greche, coltivò lo studiodella archeologia, e si piacque del-le arti belle. Meritamente nell’ u-niversale fu amato, e se l’amiciziapuò consolare l’uomo d’ogni mancod’agi,di tale conforto fu ricchissimoche gli abbondarono amici ottimi,fra cui primeggiò il cardinale Stefa-no Borgia generoso mecenate deglistudiosi. A questo dovè l’uffizio disegretario del comune in Velletri.Quivi nella casa de’ Borgia ebbecortese accoglienza. Albergato dalgenerale Giovan Paolo , cavalieree per costumi e per gentilezza lo-datissimo, ebbe ogni comodità chea viver gli fu mestieri; e con gratoanimo è da ricordare là bontà diquesto cavaliere, che non ad oltrag-gio usando i doni di fortuna, diessa reputava dolce frutto ajutaree promuovere la bisognosa virtù.
Fu ammesso socio nella societàVolscajcui spesso rallegrava conpoesie latine e greche. Quivi lessequella lettera latina in dichiarazio-ne di una epigrafe greca degli ortiMattejaui, la quale venne da essolui consegnata alle stampe, e diret-ta a Tommaso Chandler inglese ;e gli fu cagione di venire in di-sputa con Giovanni Cristoforo A-maduzzi. Avea già prima indiriz-zato al pubblico e alla posteritàun grosso volume di antiche gem-me, la cui illustrazione, che inti-tolò ad Ignazio B uoncompagni,cardinale segretario di stalo, pia-cquesi di scrivere in idioma fran-cese.
E' ben da dolere che una malat-tia acuta, di cui nel volgere di po-chi dì fu vittima, venisse ad inter-rompere il bel lavoro, al quale avea