,, AntoniiCappelli Reg. utrisrjneSì-,, ci line a consìliis Gomme ntarium,„ ciuciare Car. Antonio de Rosa„ Villerosae marchiane. Neapoli,,, ex regia typographia, 1827 „•„ ecerchi quel tesoretto di ,, Campo-„ nimenti in morte del marchese,, Orazio Ant. Cappelli. Napoli,„ dalla stamperia del Fihrcno,„ 1 83 1 ; „ non che fra gli altri ilGiornale Arcadico di Roma Voi.
1 44 - p n g- 564 : e 1 ' Antologia diFirenze Voi 4 i- P a g- 68; e vedràlui avere meritato un elogio dalmarchese Gargallo, ed il compiantodel rav. Ricci, del Baldacchini, e dialtri assai chiari ; oltre i lamenti diTeresa Albarelli Verdoni e di M.Giuseppa Guacci: due gentilissime,suile cui labbra è bello anche ildolore !
D. Vaccoiini.
MANZONI ( Francesca ), daorrevole ed antica famiglia nac-que il giorno 10 maggio del 1710in Barsio popoloso villaggio del-l’amena e pittoresca Valsassina (1 ).11 genitore di lei Cesare Alfonso,giureconsulto ed autore di un opu-scolo latino (2) , vedendo la gio-vinetta Francesca più alle lettere,che all’ago ed all’arcolaio incli-nata, volle egli stesso istruirla. Do-tata di mirabile memoria e diprecoce vasto ingegno, presto essaimparò la lingua del Lazio in mo-do che a dodici anni già gustava iclassici, ed in quel torno scrivevaversi e prose in italiano con qual-che eleganza e proprietà. Da seapprese la lingua francese e la spa-gnola, la Geometria e la Giuris-ti Da questa valle e da un consan-guineo di questa celebre donna trae ori-gine il sommo vivente Alessandro Man-zoni.
(2) In esso difese le ragioni territo-riali della Valsassina contro la comuni-tà di Lecco. Ha per titolo: Responsum.terrarum. Squadrai Constila Gailissaxi-mie etc. Milano, 1728, in 4.
prudenza, Possedeva benanche ilgreco idioma, edera sua intenzio-ne di tradurre le tragedie di Eu-ripide . A venti anni componevadue drammi per Musica, ed a ven-titré la tragedia V Ester ( che frale opere edite ò l’ opera sua piùbella ), e sì questa, che quelli de-dicava all’Imperatrice ElisabetlaCristina moglie di Darlo VI. Mor-tale la madre Maria Caterina Cla-vena, si ritirava nel convento del-le vergini di santa Lucia in Mila-no, dal quale esciva ( anno 1 74 1 )per dar la mano di sposa a LuigiGiusti Veneziano e letterato inallora di qualche grido (1). Venneascritta a varie Accademie, di Ro-ma, Milano, Palermo , Padova etPavia ; e la sua casa era il conve-gno dei dotti. Soleva passar l’in-verno a Milano e le altee stagionidell’anno a Barsio ed alla sua vil-la di Cereda presso I-ccco. Stavacomponendo due altre tragedie eduna Storia di tutte le donne eru-dite, quando il decimo giorno do-po 1’ ultimo suo parto nella frescaetà di 55 anni ( 1743 ) morì inCereda, ove pure pochi anni pri-ma era morto il suo padre ; e vi-cino a lui fu seppellita nella chie-sa parrocchiale di s. Giovanni allaCastagna. Lasciò un figlio, che, aldir tlel Ticozzi nella vita di lei,coprì luminose cariche e fu gentilpoeta (2). Varietà di figure tuttesue proprie e senza pretendenza,scelta di voci, soavità e semplicitàdì elocuzione, ricchezza di erudi-zione, mirabile maneggio di af-fetti e buona condotta sono le do-ti , di cui abbondano gli scrit-ti della Manzoni. Essa era poi ol-tre ogni dire umile, e di tutti
( il Noi fascicolo seguente si darà l'ar-ticolo biografico di questo scrittore j
V Editore.
(2I I secoli della Letteratura Italia-na , Commentario di G. B Corniani con-tinuato da Stefano Ticozzi . Milano,1 802 .