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[Volume primo e volume secondo.]
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» teorìa coll’ applicazione che sep*55 pe farne all’ inutilmente sin al-55 lora osservato fenomeno della55 Picca del Castel di Duino, la di55 cui punta nei tempi burrascosi55 all’ accostarseli del ferro d’ un55 brandistocco gitta scintille; fe-55 nomeno da lui comunicato, in-5 > sieme colle sue riflessioni, all’Ac-55 cademia delle Scienze di Parigi5 ) che le inseri nella sua Storia del -55 1 ’ anno f ^Gij• Per zelo del gio-55 vane Bianchini gli sperimenti55 elettrici divennero nelle contra-55 de veneziane un argomento di55 moda. Era naturale,che un qual-5 > che valente fìsico ben s’avvisas-si se che la virtù elettrica potreb-55 be in qualche modo rendersi» utile alla salute, ma non era fa-55 cile 1 ' indovinare di primo lancio55 il mezzo più acconcio per otte-55 ner questo effetto. Gian France-si sco Pivati, uomo accreditato in55 Venezia, s’ era persuaso d’ aver-55 lo scoperto col suo metodo delless inlonacalure, col quale, intona-si cato un vetro di essenze o dro-55 ghe medicinali, indi elettrizza-si tolo, pretendeva che la materia55 elettrica imbevendosi delle det-55 te essenze dovesse introdur seco55 nel corpo infermo la virtù me-si dicinale di cui era pregna. Mol-li te guarigioni incontrastabili, se55 volea credersi al detto Pivati ,55 autenticavano 1 ’ efficacia di que-55 sto metodo, e la fama delle sue55 sperienze elettro-mediche avea55 già riempiuto 1 ’ Europa, e tro-« vato anche fra’ dotti de’ripetitori55 e seguaci. Il Bianchini ebbe il55 merito di disingannar il pubbli-si co su questo trovato, mostran-« dolo più degno di un ciurmado-5 i re che di un fisico, e ciò in unsi modo il più convincente, vale asi dire, con esperimenti pubblicisi dello stesso genere provati so-li pra se stesso, non senza appo-si renza di coraggio eroico, essen-ss dosi esposto alla elettrizzazione

si per mezzo d’un vetro infetto diss droghe venefiche, da cui norf« avendo egli sofferto aleun den-si no, venne a comprovarsi, che dasi questo metodo non poteano at-« tendersi influenze nè buone nèsi triste, e che le vantate guarigio-55 ni doveano riporsi fra le tantesi imposture di buona fede , collesi quali gli autori di sistemi illu-si dono gli altri e se stessi ” ( Sag-gl scient. d’eli' Accad. di Padova.Pad. l'jSqin 4 - voi. 2. pag. r. ). Pellungo spazio di anni 25 il Blan-ch mi ebbe domicilio in Udine,dove l’anno in 5 o venne nominatoProtomedico, e talmente si resecaro a que’ cittadini che nel 1765lo vollero aggregato al loro ordinenobile, ed indi il promossero ad uf-fìcii i più riguardevoli. Fu egli chediede il maggiore impulso alla in-stituzione della nuova Accademiadi Udi ne, come pure alla Società diAgricoltura che seppe poi rendersiassai benemerita. Avrebbe volutopassare in patria gli ultimi annidella sua vita, ed era vago di ritor-narvi decorato di un pregio cheillustrasse il suo nome, siccome eraquello di Professore primario dimedicina nella Università di Pa-dova; ed in effetto ottenne dalSenato Veneto questo posto nel1776 per la morte del co. IacopoScovolo. Il Bianchini lo coprì as-sai orrevolmente colla solidità del-le sue cognizioni, co’ suoi otti-mi metodi, e colla perspicacia egrazia di esposizione che gli erapropria, sin a che venne la mortea sorprenderlo il di a di settembredell’anno 1779. Le Opere da luidate alla luce sono le seguenti: 1.Saggio d esperienze intorno lamedicina elettrica. Ven. 1749 “2. Lettere medico-pratiche intor-no all' indole delle febbri mali-gne , colla storia de' vermi delcorpo umano, e dell' uso del mer-curio. Peri. 1750 - 3 . Lettera in-torno un nuovo fenomeno elettrico