Band 
[Volume primo e volume secondo.]
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allora quell’ osservatorio a dire-nile illustre cosi per la celebri-tà del Boscovich e per le sue fati-che, come per la copia degl’ istru-menti di cui fu arricchito, e pergli allievi, che ri andava faoendo1’ astronomo Raguseo. Ma venutoil tempo, in cui si volle dare sta-bilità alla specola, fu decretato,che il Boscovich seguisse colle sueopere e colla sua fama a procac-ciarle celebrità, che il p. laGrau-ge già chiamato a Marsiglia, e di-ligentissimo nelle osservazioni ncl'osso direttore , che due gesuitiiniziati nell’ astronomia gli fosse-ro assistenti, e die si continuassead educare nuovi allievi, purchécosi questi, come i soci non fosse-ro forestieri.

Trovavasi Ruggero ai bagni diAbano, e come udì, che gli rima-neva soltanto la libertà di larvi leosservazioni, ma che gli era toltala sovrnntendonza a quella speco-la, che aveva ampliata, seri dolseamaramente col principe Kaiinitz,scrisse altresì al conte di Firmian,al barone di Sperges, e a quantialtri potevano influire in questailiccenda, ma indarno (i). Prote-stò che, se non si riponevano lecose nel pristino stato, noti sareb-be tornato mai più in Milano,

( < ) Monsignor Fabroni, e I* ex-gesuitaFrancesco Ricca, i due più copiosi bio-grafi dell'A., discordano nella narrazio-ne delle circostanze di questo fattoSe noi diamo orecchio al primo, pa-recchi discepoli del lioscovich lo rime-ritarono d’ ingratitudine , facendoglisLnemici e fabbri d’intrighi presso il go-verno, che troppo gli ascoltò. Ma ilRicca, che scrisse dopo, e a cui dob-biamo tutta la fede, e per la sommaintegrità sua, e perchè apparteneva colBoscovich allo stesso istituto religioso,e perchè viveva iti Milauo in amiciziacui celebre astronomo, e in relazione conlutti coloro, che ebbero parie in que-sto affare, rettificò 1 ’ errore del Fabro-ni, e i sospetti e gli sdegni di Rugge-ro attribuì in gran parte alla sua fan-tasia.

Non essendo stato esaudito, deli-berò (li restitursi a Ragusa, e sirecò frattanto a Venezia, ove re-stò dieci mesi molto onorato datutti. Aspettava il tempo opportu-no alla navigazione, quando risep-pe dell’ abolizione de’ gesuiti. Mu-tò allora partito e dopo una gitain Toscaua, tornò a Parigi, ove ilre gli accordò due pensioni, cheammontavano ad ottomila lire tor-nasi col titolo di direttore di otti-ca per la marina. Il duca di To-scana fondava per lui nella uni-versità di Pisa una cattedra di ot-tica, e per mezzo di m. 1 ' Fabroni,che ciba lasciato memoria di que-ste cose (i), lo invitava ad occu-parla. Ma 1’ A. non volle abbando-nare gli onorifici incarichi , e legeneroso pensioni, che ottenne dalre in Francia. Che se alcuni annidopo rie partì conservando le suepensioni, fu ) ier andare a pubbli-care presso i Ueirioridini in Bassa-no le sue opere, che non si voleva-no stampare in Parigi, dove 1’ or-goglio nazionale di quegli scien-ziati malo «offeriva di veder pro-digate ad uno straniero le bendi-ccnze e gli onori, tanto piu cheil Boscovich uon seppe coltivarsiil loro amore.

Finita la edizione delle sue ope-re, fece un giro nella Italia meri-dionale ( 2 ), onde rivedere gli ami-ci, che molti e distinti vi aveva la-sciati. Si ridusse da ultimo in Mi-lano, dove intendeva trattenersipiù a lungo per estendere i sup-plimeuti alla filosofìa dello Stay,che ancora gli rimanevano a lare.

Ma ornai siamo giunti al luttuo-so line di questo grand’ uomo. Oegli fantasticasse che la sua gloria

(1) Vedi il bell'Elogio deli'A. sciat-to dal I-’abroni Voi. iV fac. ofì delleMemorie della Società Italiana. Vero-na 1700.

(2) Recandosi, secondo il Fabroni, aFirenze, e secondo il Ricca, sino aRoma.