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[Volume primo e volume secondo.]
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2.04

Alla soluzione di questi nggin-gno quella di altri problemi, dicui si fa grande uso in astronomia-e non consente coll’Enlero, il qua-le nella sua meccanica cerca di pro-vare, che un corpo moventisi inun’ellisse, se questa si restringes-se fino a convertirsi in una linearetta, il corpo sarebbe rimbalzatodal fuoco, e si moverebbe perpe-tuamente , non oltrepassando ilcentro del moto.

De viribus vivisi anno 1^45. Noinon diremo del proemio di questadissertazione, in cui 1’A. si fa aconfutare certo Martini, che, inproposito delle forze vive, avevacon poca riverenza parlato di Mai-ran, e che pretendeva anche ri-spetto ad altre quistioni matema-tiche di accusare di errore i pp.Olavio, e Jacquier. L’A., esponen-do i principali argomenti, con chei Leibniziani si avvisano di soste-nere le forze vive, mostra esserequesta distinzione inutile, quandosi ponga mente a tutti gli elemen-ti che si possono considerare nelmoto ; il che concorda perfetta-mente col giudizio e collo dimo-strazioni de’ moderni. Questa me-moria è terminata da un abbozzodella teoria immaginata dall’A.intorno alla natura de’corpi ; del-la qual teoria dobbiamo credere,che egli fosse assai tenero , peròdie ne viene parlando quanto piùpuò frequentemente.

De Cometis Dissertalio : anno1746. Sul principio di questa me-moria si esclude a dirittura il si-stema copernicano, affermando l’A.che si hanno i medesimi fenome-ni, o si supponga, che la terra giriintorno al sole, o il sole intornoalla terra, e venerando e<rli la te-stimoniauza delle sacre carte, erispettando i decreti della romanainquisizione, stabilisce essere laterra immobile. La moderna astro-nomia non ammette questo siste-ma, e quando pure lo ammettes-

se, non saprebbe ridursi ari am-mettere la ipotesi, che i moti an-nuo e diurno sieno comuni anchealle particole della luce, colla qua-le ipotesi il Boscovich intendevaspiegare l’aberrazione bradlaiana.Confessa per altro l’A., che, ovenon si curasse della santa autori-tà, terrebbe altra opinione.

E scendendo a parlare da’ me-todi immaginati per determinarele orbite delle comete, mostra lainsufficienza di quelli di Gregory,e di Bouguer, intorno a che ren-ne a maggiori particolarità nelleopere impresse a Lassano. Il fon-damento della soluzione di questoproblema è la sostituzione del mo-vimento rettilineo e uniforme alcurvilineo ed ineguale, principiogià adottato da Newton, da Grego-ry, e da Bouguer.il BosCovich, datetre osservazioni, riduce la ricercadella distanza della cometa ad linaequazione di sesto grado, in cuila incognita è la distanza accor-ciata della cometa stessa dalla ter-ra. Non ci fermeremo più a lungoin argomento pienamente illustra-to da sommi geometri ed astrono-mi moderni. L’ A. scende poi amostrare il consenso della teoricadel moto parabolico delle cometecolle osservazioni. Concedendo al-le comete una immensa atmosferaindica gli usi importanti, a cuigli sembra destinata, a temprarecioè, e dividere il calore nelle mi-nime, e a conservarlo nelle grandidistanze dal sole. Un simile effettoproduce, secondo 1’A., rispetto al-la luce, che a cagione dell’atmo-sfera prolunga la sua durata sullecomete, ed illumina que’luoghi,che non sono direttamente espostialla sua azione. Per le quali cosereputa erroneo il calcolo di New-ton relativo ar calore, che attri-buisce alla cometa del 1680, e checome si trovò duemila voltemaggiorerei calore del ferro ro-vente. ‘