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[Volume primo e volume secondo.]
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Newton . Finalmente propone lacostruzione di Newton, onde tro-vare il colore, cbe risultar deve dalmiscuglio di altri colori noti inqualità e quantità ; ma, in vecedi dividere la circonferenza delcerchio nel modo usato da New-ton, la divide in parti proporzio-nali agli spazi che occupano sullospettro solare i sette colori princi-pali, che lo compongono, propo-nendo una sua opinione intornoa’numeri adoperati dal sommo ma-tematico inglese. Una simile di-visione troviamo essere stata fattaanche dal p. Scherll'er, altro dottogesuita (i).

De centro gravitatisi anno i q 5 1.Data la definizione del centro digravità, il nostro fisico sostituiscealle particole di materia punti,i quali in numero sieno propor-zionali alla densità de’ corpi. Inquesto modo il problema della de-terminazione del centro di gravi-tà diviene più generale, e il me-todo suo riducesi alla teorica deimomenti. Se f istituto di quest’o-pera ci concedesse di usare figuregeometriche, volentieri avremmoqui recato l’applicazione ch’egliià del metodo alla ricerca del cen-tro di gravità di un arco di cerchio,la quale, non involgendo formoled’ analisi sublime, ci è sembratainffeffnosa. 11 teorema, detto Gul-dinìano, vi e pure dimostrato, nonche l’altro elegantissimo diNewtondel corollario IV delle leggi delmoto, che precedono il primo librodella grand’opera dei Principii.Esso è relativo al centro di gravitàdi un sistema di più corpi, che simuovono,e s’incontrano, mostran-do 1’ indipendenza del moto delcentro di gravità dalla reciprocaloro azione. La memoria finisce conalcune applicazioni de’ teoremi di-ti) Dissertalion sur les couleurs ac-ci ile u U'iles : Journal de phy'siquc; mars.17UÓ. p. i'jt) et surv.

mostrati alla geometria, all’astro-nomia ed alla fisica.

De lunae atmosphera; Disserla-tio. 17&5. Dà l’A. principio a questadissertazione col parlare dell infles-sione, o diffrazione delia luce e ci-tando le osservazioni di Grimal-di, di Mnraldi, e di De-T/lsle.Quest’ ultimo avea sperimentato,che allorquando si collocava in untubo un cerchio di tal grandezza,e in tal posizione, che toglier deb-ba all’ occhio la vista del disco so-lare, il cerchio oscuro appare circondato da un anello luminoso, eciò per effetto della diffrazione del-la luce ; alla medesima inflessionenell’ atmosfera lunare attribuironoalcuni 1’ anello, che si osserva neglieclissi totali del Sole ; ma il Iìo-scovich dimostra, che la larghezzadi un tale anello sarebbe, per l’in-flessione della luce, al di sotto «Iel-la nona millionesima parte di unsecondo, e quindi insensibile. Perdar ragione di un tale anello, f A.ricorre ad una nuova ipotesi. Di-mostra, che la luna potrebbe tuttaall’ intorno essere circondata da unlluido omogeneo incornprensibilepiù denso dell’ acqua, senza chenoi abitatori delia terra ce ne ac-corgessimo, poiché ci apparirebbel’orbe fluido siccome opaco. Nèquest’ idea è molto difficile a con-cepirsi, mentre suppone quel flui-do di tale altezza e di tale potererifrattivo, che i raggi del soie in-cidenti sull’esterna superficie diesso devierebbero per modo dal lo-ro cammino, cbe ninno riuscireb-be dalla banda opposta, cioè versola terra, e tutti batterebbero con-tro il nucleo solido della luua. Ciòposto, entrando i raggi del solenella massa fluida, si rifrangono, etutta percorrendone la grossezza,si debbono riflettere sul nucleolunare, per la quale riflessione at-traversando un’altra volta il flui-do lunare, subiscono una secon-da rifrazione, mediante la quale