Band 
[Volume primo e volume secondo.]
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pervengono all’ occhio. In ciò rico-nosce il Boscovich la spiegazionedi alcuni fenomeni spettanti allaluna, e la principale cagione del-F anello luminoso , che negli ec-clissi totali del sole circonda quelsatellite.

Discute poscia la quistione , se•opra quel fluido essere vi possam'atmosfera simile alla nostra ; e,citando opportunamente molte os-servazioni e proprie, e d’ altri a-stronomi relative alle occultazio-ni, dimostra, che la luna non puòessere circondata da un’ atmosferasimile alla nostra, e afferma esse-re molto probabile, eh’ essa difet-ti di ogni altra comunque rarissi-ma atmosfera. Gli argomenti, de’quali si valse 1 ’ A. onde appoggia-re questa conclusione, sono a undipresso quelli, de’ quali allo stessoscopo si giovano i moderni astro-nomi. L’ A. finisce col notare, cheil difetto di atmosfera renderebbepiù difficile il mutamento in va-pore del fluido da lui imaginato ;al che non assentirebbero i mo-derni fisici, e forse ne avrebberodubitato anche a’ tempi dell’A.

De lege contìnuitatis : annoi ^54 • In questa dissertazione il no-stro fisico al §. 17 espone alcuniprincipii della sua teorica, dicen-do, eh’ ei non ammette f estensio-ne continua delta materia, e chericonosce in natura punti reali,indivisibili senza linea, senza su-perficie, e senza solido di sorta ,che nella materia non ammette nèsolido, nè superficie, nè linea ; cheperò ammette nel moto una lineacontinua; e una estensione conti-nua in lungo, largo, e profondoammette nello spazio, nel qualesono contenuti i punti suindicati,e alla quale riferisce le dimostra-zioni di geometria.

Posta la indivisibilità de’ limi-ti, per esempio, di una linea, sifa FA. a dimostrare; che, una li-nea dobb’essere divisibile all’in-

finito, però che, die’ egli, se que-sta linea fosse indivisibile e privadi parti, i limiti estremi non sa-rebbero fra sè distanti, e si com-penetrerebbero fra di loro ; fattapertanto la prima divisione, si po-trà collo stesso argomento mostra-re la divisibilità delle due parti,in cui è stata divisa la prima li-nea, e cosi all’ infinito. Da princi-pii del Boscovich risulta, che lalinea è formata di altre piccole li-nee, e non di punti: i punti nesono i limiti soltanto. Qui osserva1 ’ A., che nella comune opinione,dividendo una linea all’ infinito ,*1 ha V infinito contenuto nel fini-to, e che nella sua teorica il finitosi contiene nell' infinito.

Fra le cose che sono continue,annovera egli con Aristotele iLtempo . Questo scorre continua-mente, e a parti di esso altre suc-cedono. Nel tempo, come nelle li-nee, distingue i limiti che sepa-rano due tempi continui, e li chia-ma momenti, i quali sono indivi-sibili, come sono i punti nelle li-nee. Dopo aver risposto all’argo-mento recato in mezzo dagli anti-chi contro il moto, incomincia aparlare della legge di continuità .E primamente ragionando dellacontinuità delle linee geometri-che, bizzarra ci è sembrata la ra-gione , che il Boscovich adducedell’ impossibilità della trisezionedell’arco circolare colla geometriad'.Euclide, affermando egli, cheil cerchio, seudo una curva rien-trante in sè stessa, non ha nè prin-cipio nè fine, e che in conseguen-za il ricercare la trisezione dei-fi arco di 6o°., a cagione d’ esem-pio, torna lo stesso che il diman-dare la trisezione dell’ arco di fiogradi, e di tutti quelli ohe risul-tano, aggiugnendo a 60 un nume-ro qualunque di circonferenze.Parlando poi delle quantità infi-nite, e delle infinitamente piccole,richiama le cose da lui già dette