260
atomi di Leueippo, o di Mosco, co-me altri vogliono, di Democrito edi Epicuro ; e in tempi a noi piùvicini la materia sottile, la roton-da e la crassa di Cartesio ; le par-ticelle dure, impenetrabili, mobi-li, e l’attrazione di Newton, lemonadi di Leibnitz.
NiuM però di questi sistemivalse ad appagare la mente del-l’acutissimo nostro geometra. Unateoria fisica è un filo, che ci guidanell’ intricato laberinto de’ feno-meni, e tutti li collega, e li fa de-rivare da un principio unico, chia-ro, verisimite, siccome i rami de-rivano dall’albero, onde facile neriesca la spiegazione, ed utili con-seguenze da quelli si deducano.Il lioscovich si avvisò di satisfare,per rispetto alla natura de’ corpi,a quanto si desiderava da’ fisici ;e un sistema imaginò, il quale,sebbene alcun che abbia di comu-ne coi conosciuti di Newton e diLeibnitz, pure non poco e dall’unae dall’ altro differisce. L’opera tro-vasi divisa in tre parti : è nella pri-ma esposta la teoria : nella secondae nella terza se ne fa l’applicazionealla meccanica ed alla fisica. A ciòsi aggiugne un’ appendice intornoalla metafisica, in cui 1’ A. parladell’ anima e dell’Ente Supremo.Conchiudesi il libro con alcunisupplimenti, in cui si contengonocose spettanti alla nuova teoria,che furono altrove pubblicate, al-cune delle quali abbisognano adessere intese di grandi cognizioniin matematica.
Ma ecco i principii teorici del-1’ A. I primi elementi della ma-teria sono pianti del tutto indivi-sibili ed inestesi, i quali nell’ im-menso vacuo sono dispersi per mo-do, che fra due qualunque si frap-pone alcuno spazio, che si può in-definitamente accrescere e dimi-nuire, ma non si può togliere altutto, senza che avvenga una com-penetrazione de’ punti medesimi.
L’A. non ammette in essi conti -guità di sorta; e se la distanza fradue si annulli, crede 1’ A. che fiabbia una vera compenetrazione.Per la qual cosa presuppone eglila materia disseminata nel vacuo,non già il vacuo nella materia.
Ammette ne’ singoli punti latendenza a perseverare nel mede-simo stato o di quiete, ovvero dimoto Uniforme per linea retta, se-condochè sono essi in prima de-terminati ; e nel loro incontro lanota legge riconosce della compo-sizione delle forze e de’ moti permezzo de’ parallelogrammi. Final-mente opina, che due punti qua-lunque di materia sono in certedistanze determinati ad avvicinar-si reciprocamente, e che in certealtre tendano al mutuo loro sco-stamento; le quali tendenze chia-ma nel primo caso forza attratli~va, e nel secondo forza ripulsiva.
Tali tendenze sono variabili se-condo la distanza, e divenir pos-sono uguali a zero, ed anche mu-tar di natura, cangiandosi l’attrat-tiva in ripulsiva e viceversa . Disimili mutazioni e alternative nonsi assegna il numero , bensì affer-masi, che la legge per rispetto al-le distanze è di tal natura, chenelle minime la forza è ripulsiva,e maggiore all’ infinito, se la di-stanza tra i punti è pure infinita-mente diminuita. Accrescendo ladistanza, la ripulsione diminuisce,e diventa per fine uguale a ze-ro. Continuando questa distanzaa crescere, succede alla ripulsionel’attrazione, la quale aumenta daprincipio, poi decresce, svaniscee torna a diventare forza ripulsi-va, che nello stesso modo cresce,manca e di bel nuovo muta natu-ra. Queste attrazioni e ripulsionisuccedono in distanze piccolissi-me; e dove queste sieno sensibil-mente cresciute, la forza iucomiu-cia ad essere perpetuamente at-tratti ya,e sensibilmente in ragione