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[Volume primo e volume secondo.]
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inversa del quadrato deile distanze.Delle attrazioni a grandi e piccioledistanze abbiamo, dice l’A., gli e-sempi nello stesso newtoniano si-stema. Quanto poi alla ripulsione ealla ripulsione che si muta in attra-zione e viceversa, egli offerisce l’e-sempio della compressione e dellostendimento di una molla elastica.Per rappresentare a’sensi una sif-fatta legge delle forze, imaginauna curva a più massimi alterna-tivamente negativi e positivi, edavente di più due rami infiniti, a’quali servono di assintoti gli assiortogonali, a cui è riferita. Leascisse rappresentano le distanzede’ punti, mentre le ordinate cor-rispondenti danno la misura dellaforza. Siccome poi la curva giaceparte sotto, e parte sopra dell’ as-se delle ascisse, e lo taglia nei pun-ti di flesso, così, se 1’ ordinata èzero, nulla è la forza ; se è positi-va, si ha la ripulsione, e l’attra-zione se quella linea riesce nega-tiva. Col diminuire l’ascissa si ghi-gne finalmente alle ordinate delramo infinito, che ci avvicina al-l’asse delle ordinate stesse, le qua-li crescono all’infinito col dimi-nuire l’ascissa, e mostrano in que-sta distanza i valori della ripulsio-ne, la quale può divenir infinita.All’opposto, aumentando l’ascis-sa, si ottengono le ordinate del-l’altro ramo infinito, che semprepiù si avvicina all’ asse delle ascis-se, i quadrati delle quali essendosensibilmente in ragione inversadelle relative ordinate, indicano ivalori dell’ attrazione a grandi di-stanze. E questa l’esposizione del-la teorica del Boscovich, a soste-gno della quale egli reca in mez-zo il seguente argomento. Se duecorpi eguali camminano in linearetta e nella medesima direzione,avendo il primo una velocità ugna-le a 12 ed il secondo una velocitàuguale a 6, nell’ urto, che devesicuramente seguire, amendue si

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riducono per salto ad avere unavelocità uguale a 9; senza che ilprimo abbia avuto i gradi inter-medi 11 io, e il secondo senzapassare dal 6 al 7, dal 7 all’8. Nèsi può accordare, che tali passaggisieno avvenuti in un tempo pic-ciolissimo durante il contatto, poi-ché nel tempuscolo che scorse dalprincipio del contatto, in cui levelocità erano 12 e 6, a quello incui sono li e il primo corpoavrebbe dovuto moversi con mag-giore velocità del secondo, e quin-di vi sarebbe stata una compene-trazione di materia, il che è con-tro la proprietà generale detta im-penetrabilità.

Pertanto si dovrà conchiudere ,che facendosi la comunicazionedel moto per »alto è infranta lalegge di continuità, che all’A. re-gnar sembra in tutta la natura (1).

Da questa legge si deve dunqueripeterò la teoria del Boscovich ;per lo che egli si avvisa di confer-marla nella stessa prima parte del-l’opera con argomenti d’induzio-ne, ch’egli richiama dalle antece-denti sue dissertazioni, e special-mente da quella appunto sullalegge di continuità. Ma, cqmun-que ingegnosi sieno i suoi razioci-na, non sono però rigorosamentedimostrativi , ed egli stesso ci av-verte, che Maclaurin e Manpertuisnon avevano ammessa la legge dicontinuità. Alle quali cose noi ag-giugneremo una considerazione ,ed è , che la mente nostra duraminor fatica ad escludere dalla na-tura la legge di continuità, intor-no alla quale i principali argo-menti dell’ A. sono di analogia,che a ricevere un’ ipotesi forsetroppo superiore al nostro comunemodo di percepire , per la qualepunti semplici ed inestesi sonodotati di forze e costituiscono ilmondo fisico ed esteso. E tanto

(1) Natura non faeit saltum.