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[Volume primo e volume secondo.]
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insta c difesa dal Geome-tra. E primamente chiara è perla stessa teoria l’impenetrabilitàde’corpi, però ciré si è veduto,che al contatto dei punti la ripul-sione diventando infinita, niunaforza finita potrà ridurre a zerol’intervallo frapposto , il che ri-chiedesi per la compenetrazionede’punti medesimi. Dall’impene-trabilità deriva 1’estensione, e ilBoscovioh risponde in questo luo-go alla obbiezione, che non possarisultare l’esteso da parti senza e-stensione, col distinguere l’estesomatematicamente contiuuo dall’e-steso fisicamente continuo, e col-l’asserire, essere quest’ultimo unaconseguenza della ripulsione deipunti, i quali non possono insie-me occupare il medesimo puntodello spazio. La quale risposta nonè, a vero dire, concludente, nèscema, se male non ci apponghia-mo, la forza della difficoltà.

La coesione si ha ne’limiti del-le forze, in cui si passa dalla forzaripulsiva nelle minori distanze al-1’attrattiva nelle maggiori, percui la ripulsione impedisce unadiminuzione, e l’attrazione un in-cremento della distanza fra i pun-ti. Dalla stessa teorica l’A. derivale leggi della riflessione e della ri-frazione della luce, che risguardaegli pure siccome un effluvio; allaquale importantissima parte dellafisica più che ad altra qualunquepotrebbe forse convenire il prin-cipio di una forza ripulsiva, sicco-me ci sero bra raccogliere dai mol-ti fenomeni, che i fisici avverti-rono.

Quanto è all’appendice metafi-sica, si ribadiscono in essa antichequistioni della natura dell’anima,e del su o commercio col corpo ecc.A tale proposito taluno forse po-trebbe incolpare l’A. di avere so-verchiamente usato di principiiastratti ove della natura de’ corpiragiona, e di non essersi poi uui-

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coniente di essi giovato là dovedella natura dell’anima tenne di-scorso; perla qualcosa l’inglesePriestley si servì della teoria Bo-scovichiana per insinuare il mate-rialismo ; di che poi altamente sidolse il N. A.

Seguendo a dire per ordine cro-nologico delle opere dell’A., è me-stieri che ora si faccia parola deisuoi Elementi di Matematica , chelatinamente egli pubblicò in Ro-ma l’anno 1^55. Questi elementisono divisi in tre volumi, de’qua-li i primi due contengono la geo-metria piana, l’aritmetica, la geo-metria solida, la trigonometriapiana e sferica, e l’algebra finita;e il terzo contiene le sezioni coni-che , e termina con una disserta-zione sulla trasformazione de’ luo-ghi geometrici.

Cominciando dalla geometriapiana, osserveremo, che il metodotenuto dall’A. non è molto com-mendevole. In quattordici propo-sizioni, precedute da molte defini-zioni e susseguite da più corollari,ha compreso l’A. la maggior partedelle proposizioni dei libri i, n, e3 di Euclide, ma con ordine perlo più inverso, del che non appa-re la ragione, nè la utilità. Il Bo-scovich vi ha poi trascurato dimolte utili proposizioni, e bastiqui accennare quelle del libro IV r ,la elegante proposizione XI del li-bro secóndo di Euclide, in cui sitratta di segare una retta in me-dia ed estrema ragione. L’A. serbòquesta proposizione per l’applica-zione dell’ algebra .fila geometria.Nello scolio della proposizione IXe nelle proposizioni X ed XI l’A.spiega il v libro di Euclide, usan-do segui ed operazioni d’algebrae di aritmetica, la qual cosa nonsembra conveniente, avendo l’A.posta 1’ aritmetica dopo la geome-tria piana, f algebra nel secondovolume , o per lo meno obbliga ilprecettore (come avverte l’À. nella