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[Volume primo e volume secondo.]
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fa osservare, siccome in geometrianon si passa da una grandezza aun’ altra , senza percorrere tuttele grandezze intermedie, elle nonsi passa dal positivo al negativo ,dal reale all’immaginario , senzapassare per zero o per l’infinito ,il quale ultimo passaggio, per ve-ro dire, a noi sembra poco favore-vole alla legge di continuità . Equeste cose furono da lui forseviù a lungo discusse , elle non siconveniva all’ utilità dell’ argo-mento. Ciò fatto, dopo alcune de-finizioni, stabilisce 1’ A. undici ca-noni da usarsi nella trasformazionedelle costruzioni geometriche.

Ea dissertazione è terminata daalcune considerazioni intorno allequantità infinitamente grandi edinfinitamente piccole, e intornoal calcolo differenziale.

Ma siamo giunti finalmente alleopere dell’ A. pubblicate in Bas-sano, e divise in cinque tomi, ne’quali si contiene principalmentequanto da lui è stato scoperto sinell’ ottica, come nell’ astronomia.Questa edizione, dedicata a LuigiXVI, riuscì, per le cure dei Re-mondiui, assai pregevole, ed è cor-redata di tavole più chiare e di-stinte di quelle, che si trovanonelle altre opere del Boscovicli.Molti opuscoli sono in latino, edalcuni in francese ; in fine poi diciascun volume trovasi un estrat-to in francese di tutti quelli chevi sono contenuti. Noi, serbandoil nostro costume, verremo indi-cando le cose che utili riputia-mo, e degne di particolare men-zione.

Abbiamo veduto, che ai tempidel Boscovich si fece l’importan-te scoperta de’ cannocchiali acro-matici, e appunto nel primo volu-me troviamo due opuscoli intornoa siffatta scoperta; a ciascuno diessi succedono supplimenti(i). In

(.1) Questi opuscoli contengono quan-

questi e in quelli si discorronoprecipuamente i difetti degli ob-biettivi, che consistono nell’ aber-razione di sfericità, e in quella dirifrangibilità. Viene accennato co-me si possono rinvenire e correg-gere per la unione di lenti forma-te di differenti sostanze ; ma, on-de giugnere a tutto, era necessa-rio un metodo per determinare lediverse forze dei diversi vetri, dal-la cui combinazione dipende ognieffetto de’ telescopi diottrici. Nelprimo opuscolo si descrive adun-que la costruzione e 1’ uso di unnuovo stromento atto a determi-nare le forze rifrattive e disper-sive delle sostanze diafane, cioè ilrapporto del seno dall’angolo d’in-cidenza al seno dell’angolo di ri-frazione, per un raggio qualun-que, che passa dall’aria in una so-stanza trasparente qualunque, ilmedesimo rapporto per una so-stanza che in parità di rifrazioneproduce uua maggiore dispersio-ne, e finalmente il rapporto delladifferenza, ne’ due casi, fra i raggimeno e più «frangibili. Le qua-li differenze si prendono siccomele misure della loro qualità disper-siva. Con questi dati si calcolanonel secondo opuscolo le formolepe’ fuochi delle lenti, e si appli-cano alle sfericità che usar si deb-bono ne’ telescopi diottrici.

il p. Abat di Marsiglia aveva in-dicato il modo di ottenere un pris-ma di vetro ad angolo variabile .Se sopra la superfìcie convessa diun seemento cilindrico di vetro sifa scorrere una superficie tantoconcava, quanto quella è convessadi un solido esaedro pure di vetro,ma più piccolo e terminaito in trefacce da superficie piane rettango-lari, non è difficile il coin prendere

to di più importante era stato scrittodall’A. nel libro : Dissertatùones quin-que ad dioptricam pertinemtes. Vieu-nae Austria®, 1767.