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[Volume primo e volume secondo.]
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come le due facce piane t ret-tangolari, inferiore I’ una del so-lido convesso, superiore 1’ altradel solido concavo, formeranno traloro diversi angoli a norma deliarispettiva posizione de’ due solidi;e quindi si potrà avere un prismaad angolo variabile . Il Boscovichha migliorato questo apparecchio,approfittando altresì di ciò, cheera stato proposto da Clairaut, ene ha formato un ìstromento , dicui la base assomiglia al compassodi proporzione . L’ A. insegna atrovare con quest* istromento laforza rifrattiva e dispersiva dellasostanza del suo prisma variabile,non che di altre sostanze, indican-do le ragioni, per le quali dà lapreferenza al suo metodo sopra glialtri.

Mostra, che 1’analogia indica-ta da Newton tra la lunghezzade’ colori dello spettro , e quel-la delle corde che corrispondo-no all’ ottava , non è generale, ecome cambiando la sostanza, deb-ba altresì variare quel rapporto.Lo stesso Iliot ha recentementenotato, siccome accidentali questeosservazioni del geometra ingle-se (i). Ne’ supplimenti trovasi ladescrizione del suo prisma varia-bile d’ acqua, la quale aveva giàegli data in una delle antiche suedissertazioni, chiamandolo vitro-metro. Nel secondo opuscolo s’ in-contrano le forinole generali e fon-damentali per la distanza de’ fuo-chi dalle lenti, non che le equa-zioni per la correzione de’ due er-rori di sfericità e di rifrangibilità,ottenendo in modo alquanto piùfacile i risultati , che Clairaut hapubblicato negli alti dell’ Accade-mia di Parigi per gli anni t^5tì -5j. Se non che l’illustre matema-tico francese considerò gli obbiet-tivi e gli oculari acromatici com-

(i) Biot. Traiti àe physique malhi-maltque. Tom. 1U pag. 4^4 Paris.

posti di due sole lenti, quando ilraguseo estese i suoi calcoli agliobbietivi ed agli oculari compo-sti di tre. L’ A. aveva molti anniprima fatte di pubblica ragionequeste formole in una delle citatedissertazioni. Nel caso di una len-te doppia bisogna trovare quattroraggi di sfericità, e sei se ne deb-bono trovare nel caso di una lentetripla, i dati essendo 1’ errore dirifrangibilità, quello di sfericità,e la lunghezza della distanza fo-cale. Avviene che nel primo rima-ne una quantità arbitraria, e trene rimangono nel secondo. Dan-do a queste quantità un valore,converrà, secondo che avverte l’A.,mirare specialmente alle combi-nazioni facili per la esecuzione.

Il Boscovich non contento al-1 esporre principii, ed al trova-re formole generali, sostenendoun’immensa fatica, ha latto dimolte applicazioni numeriche, lequali rendono facili i risultati dìquesta dottrina anche a quelli chesono appena iniziati nell’ analisimatematica. A tutto questo 1’A.aggiugne intorno allo stesso argo-mento il metodo del p. Gaudi-bert, che forma il primo suppli-mento all’ opuscolo, e che lo stessoBoscovich giudica utile ed elegan-te. Avendo prima sostenuto , chenelle lenti doppie non si possonoriunire più di due colori, esponein altro supplimento le formoleper la riuniorle di più colori permezzo di altrettante lenti di dif-ferente materia. In altri suppli-menti paragona 1’ errore di rifran-gibilità a quello di sfericità, mo-stra che il secondo nelle lenii acorto fuoco e a grande apertura èmolto più grande che quello tro-vato dal Newton nella lente da luiesaminata, e che per conseguenzala correzione dell’errore di sferi-cità è essenziale negli obbiettivi agrande apertura, e che a tale cor-rezione debbonsi in gran parte i