tempo desiderato per applicarsi allostudio della vera filosofia, nel qua-le acquistò il conveniente eserciziodelle facoltà e de’ movimenti dol-l’animo.
La intensità della applicazionea tali discipline rese mal ferma lasua salute ; quindi è che gli fugiuocoforza di sospendere i suoistudi. Tornò a Palermo, e ivi co-nobbe l’arcivescovo PapinianoCu-sani, uomo di non volgar merito,pel cui impulso si deliberò di darealla luce corti suoi pensieri sullaeloquenza della chiesa in uno col-1* elogio funebre di monsignorGioeni.
Ricuperata la salute, per far co-sa grata a monsignor Andrea Luc-chesi promosso al vescovado di Gir-genti riassunse ivi la cattedra direttorica , ma non vi durò moltoper sentirsi sollevato alla regionepiù sublime del sapere.
Fatto ritorno alla terra natale ,si applicò allo studio delle religio-ni orientali, e intese, per doveredel suo stato, alla Bibbia, alle leg-gi canoniche, e al diritto pubblicoecclesiastico : studiò pure la geo-metria e l’analisi sotto la direzionedi un tal Girolamo Settimo , cheera di ritorno da Bologna.
La fama del suo merito, eh’ ivadiffondendosi , lo fece ricercareprima a direttore delle pubblichescuole L’ anno 1769 dai giurati diCastronovo ; poi dal vescovo diCatania e gran cancelliere delleuniversità degli studi del regnomonsignor Salvadore Ventimiglia,perchè cooperasse seco lui a pro-muovere ivi i buoni studi , statiper lunga stagione negletti.
Egli non approvò il sistema diammaestramento ordinato nellescuole dell’ università e del semi-nario de’ oberici, e scrisse in pro-posito tre dissertazioni. Nella pri-ma espose gli oggetti della educa-zione letteraria ; propose i metodiacconci all’ apprendimento della
lingua propria, della latina, e del-la greca ; suggerì i modi, onde lointelletto degli scolari fosse pro-gressivamente esercitato sopra ipezzi scelti de’ classici ; vi unì an-cora lo studio dell’ aritmetica aquello delle lingue , e determinòquali conoscenze di cosmografia ,di storia, e di varia erudizione do-vessero di tempo in tempo fecon-dare tale esercizio . Nella secondadissertazione propose di condurregli alunni agli elementi dell’ ana-lisi, della geometria, e della fisica;e prescrisse come doveano essereammaestrati gli allievi nella appli-cazione della geometria alle partidella fisica. Allo studio della natu-ra, seguendo nell’ordine le scuolegreche, dispose che venisse dietrola metafisica, per la quale apprestòle sue lezioni. Nell’ esame dell’in-tendimento umano si occupò se-gnatamente dell’ attitudine di ri-conoscere le proprietà delie cose ,che possono essere riconosciute, edell’ uso dell’ astrazione ; insegnòper quali vane ed inutili ricerchei dottori di filosofia fanno ronda-te impure queste sorgenti de’ me-todi più squisiti della scienza. Pas-sò oltre ad accennare i fondamentidelle leggi morali, degli uffizii, ede’ mezzi nceessarii alla guida deicostumi ; e indicò coinè alla fineemerga la sublime cognizione delgran geometra dell’ universo. Nel-la terza dissertazione addirizzò lescuole di logica e di eloquenza: or-dinò che si desse a’ giovani la co-noscenza della poetica ; e unite aquesto travaglio offerì le sue lezio-ni di logica e di eloquenza.
I valenti fondatori delle novellescuole si avvidero ben presto, chenella comune penuria di libri iuogni genere stringeva il bisognodi provvedersene. 11 perchè venneincaricato De Cosmi a formare icataloghi nceessarii, onde questilibri fossero tratti d’ Oltremare.
Volgea i’auuo 1765 quando fu