2 9 6
dato ordine dal governo di ridurretutti gli studenti a convivere nelpalazzo della università; e fu allo-ra che monsignor gran cancellierene scelse De Cosmi a rettore ; ilquale ottenne anche un canonica-to nella cattedrale l’anno 1768.
Non molto dopo per particolarimotivi Ventimiglia rinunciò al ve-scovado ; e le cose degli studi vol-sero al basso. E vero però che DeCosmi richiamato alla direzionedelle scuole del seminario fece o-gni sforzo per mantenervi lo stu-dio ; ma anche ciò durò poco, im-perocché, tassato di spargere irre-ligiose ed erronee massime, si riti-rò dall’uffizio, dopo di avere pub-blicato una memoria a giustifica-zione delle dottrine riputate so-spette ; e cosi in un colpo furonospente là le più belle speranze delprogresso dell’ umano intendi-mento.
Insorse una contesa tra un cano-nico promosso a vescovado e l’in-tero corpo del capitolo, dal qualeesigeva, nelle adunanze, vescovilidistinzioni . De Cosmi fu eletto adavvocato del corpo , pel quale feceuna difesa piena di erudizione edi leggiadria di stile, che fu stam-pata in Palermo 1 ’ anno 1781. Eb-be per questa faccenda a portarsia Napoli, dove legò amicizia co’piùvalentuomini di quella capitale, ein particolar modo con Ferdinan-do Galiani, con Nicolò Ignarra ,con Stefano Patrizi, e con monsi-gnor Gurtler, cui per dimostrazio-ne d’animo grato volle dedicaresei discorsi di sacro argomento, chefurono ivi stampati l’anno 1782. Eottenuto il suo intento , si recò aRoma: quivi contrasse l’amiciziadi altri uomini che onorano la pa-tria , fra’ quali un Borgia, ospitegeneroso di tutt’ i dotti italiani estranieri, e di Giorgi, benemeritodelle lettere orientali.
Al suo ritorno in patria fu depu-tato a Custode della libreria di mon-
signor Ventimiglia, cui questi re-galò alla università degli studi diCatania, con un perpetuo assegna-mento di un’annua pensione persé e suoi successori.
Accadde la carestia del 1784 chetanto travagliò l’isola, e furonp intale occasione stampate alcune ri-flessioni sulla economia, e sullaestrazione de'grani siciliani. Que-st’ opera, oltre che riguardava sol-tanto alcuni punti economici, nonera per lo stile alla portata d’inge-gni sforniti di opportuna prepara-zione . Ond’ è eh’ egli avvisò difarvi alcune aggiunte , e d’illu-strarla non solo, ma di scrivere al-tra opera, che si stampò in Cata-nia sotto il titolo di Commentario ,ove fece una esposizione dello sta-to civile della Sicilia, delle originidel suo avvilimento, e de’mezziproprii a regolarne 1’ amministra-zione , non che a promuovere laeducazione pubblica, stata sempre1’ obbietto delle sue più calde sol-lecitudini.
Questa opera lo trasse vie piùnell’ ammirazione de’ suoi concit-tadini: a lui veniano perciò da’me-desimi affidati i negozi della piùgran rilevanza. Il perchè fu prega-to di portarsi a Napoli in ordine atrattare gli affari degli studi, e perrichiedere alla reai segreteria al-cuni provvedimenti intorno allaelezione de’ professori. Dopo il fe-lice esito della sua missione ritor-nò a Roma ; ma il suo soggiornoquivi fu breve ; mentre gli fu fat-,to a sapere averlo eletto il re a di-rettore delle scuole normali dellaSicilia , ordinate con sovrano de-creto. Giunto a Palermo fu purepromosso dal re ad un canonicatodella chiesa di Girgenti, che aveauna grossa rendita, senz’obbligodi residenza.
Egli, per tutto dove gli fu fatto,aprì una scuola comune per inse-gnare a leggere , scrivere e calco-lare , ordinando che si avessero