sempre a leggere liibrì scritti in pu-rissimo italiano, o nde diffondere lefórme candide ed esatte della fa-vella. Per la clas;se mezzana feceaprire altra scuolai, ordinando ches’insegnassero i principii generalidel discorso, principii ch’egli stes-so scrisse, e fece pubblicare in Pa-lermo 1 ’ anno 1792. E per que’gio-vinetti, che o per le circostanze, opel loro ingegno fossero chiamatialle letterarie professioni, imma-ginò un altr’ opera intitolata Ele-menti di Filologia , che usci allaluce in Palermo in tre volumi, ilprimo l’anno 1796 , il secondol’anno i 8 o 3 ,e il terzo l’anno ibo 5 .E come parte di questi elementidevono essere considerate due suetraduzioni, una di cento letterescelte di Cicerone, e l’altra de’me-morabili di Socrate scritti da Se-nofonte, in cui conservò nella no-stra lingua tutta la bellezza del-P originale.
Per ultimo scrisse l’elogio fune-bre di Maria Clementina d’ Au-stria moglie del principe reale del-le due Sicilie, che fu stampato aPalermo l’anno 1804.
Egli non solo intese l’ animo al-le prediscorse cose, ma sì ancoraalle belle arti, e andò molto innan-zi nella cognizione dell’ architet-tura civile e del nobilissimo arti-fizio delle famose reliquie Sicilia-ne d’ ordine Dorico; si applicò allanumismatica massimamente sici-liana de’tempi greci e romani , ealla pittura; e sapea con finezzagiudicare la eccellenza delle sta-tue, de’vasi, de’carnei, degl’inta-gli, distinguendo i lavori delle di-verse epoche dell’ arte : studiò lamusica, e suonò di gravicembalo ,in che ebbe fama di non mediocreperizia. Mori il 24 gennaio 1810.
Giuseppe M. Bozoii.
CRIVELLI (Padre Giovanni),nacque in Venezia a’20 settembredell’ anno 1690 da Lavinia Minel-
li nobile veneziana e da MarcelloCrivelli, famiglia dell’ordine disegretari della veneta repubblica,che avea avuto un Girolamo segre-tario d’ ambasceria ad Enrico IVre di Francia, nel tempo in cuiquesto principe si frammise nellafamosa controversia che quella re-pubblica , difesa da F. Paolo Ser-pi, ebbe con papa Paolo V.
Privato in tenera età de’ geni-tori fu col minor fratello Ferdi-nando governato da’ commissari,posti dal padre ad amministrareil patrimonio, i quali lo posero adessere istruito nel collegio ducalediretto dai Padri Somaschi. Com-piuto il corso delle belle lettere ,vestì l’abito di questa Congrega-zione ; ed eletto ad insegnare elo-quenza nel seminario patriarcaledi Murano, diretto pure dai PadriSomaschi, fu presto a dimostrarequanto in essa valesse ora con fu-nebri orazioni, ed ora con accade-mie poetiche, dinanzi a quanti era-no allora uomini letterati in Vene-zia. Aveva grande eloquenza ed im-maginativa , ma più in lui potevala forza del raziocinio. Laonde piùche alle lettere si sentì tratto aipiù gravi studi della filosofia, del-la fisica e della matematica, a’qua-li tutto si diede. Soleva poi pro-cacciarsi alleviamento a questi stu-di colla musica , la quale, siccomeuomo che nessuna disciplina po-teva leggermente trattare, mutòda divertimento in novella appli-cazione, e riuscì scrittore teoreti-co, e ad un’ ora eccellente suona-tore di cembalo. Fu Provincialedel suo ordine, ed insegnò filoso-fia teoretica e morale per moltianni pubblicamente in Venezia;e la civile e nobile gioventù ac-correva alle sue lezioni, tratta nonmeno dal suo sapere , dalla for-za de’ suoi ragionamenti e dallaperizia dell’ordinata connessionedelle idee , che dagli schietti egentili suoi modi , dal dolce e