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[Volume primo e volume secondo.]
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» nella dottrina de’Leibniziani sia-» no molti e forti argomenti, che55 possono tenere in ambiguo pe-« netrativi ingegni ; ma se si esa-« minino attentamente, dico an-si cora, che patiscono tali difficoltà» da non poter abbattere quelli» de’Cartesiani. Per le quali cosesi si può vedere quanto sia diffiei-ii le deliberare in questa materia ;si ed ella bilanciati da l’una, e dal-li l’altra parte gli argomenti e le» obbiezioni col suo bell’ ingegno,n e secondo l’esposizione loro, nonli iscompagnata dal mio pareresi eh’ ella mi onorò di chiedermi,li e che liberamente le do, si at-ii tenga a quel partito, che le par-li rà più convenevole ». E questosaggio scetticismo, tenuto dal Cri-velli fra le due contrarie e caldis-sime parti , ci chiarisce eh* eglicoll’ acuto sguardo scorgeva , chesebbene si facessero prò e con tramolti argomenti e formule , i di-sputanti non 8’intendevano fra lo-ro , essendoché non aveauo beneconsultato 1’ esperienza, la qualecolla sua fiaccola allumina il paralo-gismo, che alle volte sta appiattatoanche nelle formule di matemati-ca mista ; ed egli vide che se leForze vive fossero come le massede’ corpi, moltiplicate pe’ quadra-ti delle velocità , quel corpo cheavesse soltanto i di velocità e 6di massa, sarebbe rispinto addietrodall’ urto di quello che avesse 2di massa e 6 di velocità , cori unacerta forza o velocità, ciò che è con-trario all’esperienza. E tale suo ve-dere fece, che poi i matematici, aterminare per sempre questa con-troversia , che agitava tutti i dottidi Europa , definissero, essere laquantità di moto il prodotto dellamassa per la velocità, cioè che sivaluteranno esattamente le Forzemotrici moltiplicando le masse perle velocità semplici, aggiungendo-si poi la considerazione del tempodurante il quale si esercita l’azio-

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no della determinata quantità dimoto, allora si viene a misurarel’effetto di questa quantità di mo-to moltiplicando la massa pel qua-drato della velocità, eccetto il casoin cui i corpi si urtano con movi-menti contrari.

Alquanti anni dopo, il Crivellipubblicò, dedicandone la secondaedizione latina a donna CleliaGrillo Borromeo, dotta gentildon-na milanese, Elemento, mathema-licae numericae et literalis ; e gliAccademici di Lipsia scrissero 'ne-gli atti del 1729 bella lode dellaprima edizione italiana di quest’o-pera, dicendo : Per quam utile etelegans et hoc Aritmeticae uni-versae compendium, cui via aliudnon modo italico, sed et caeterislingnis conscriptum vide tur.

Diede pure una bene ordinataGeometria elementare dedicata alcardinale Querini, nella qual casapatrizia avea famigliarità j e que-ste due opere con quella di Fisica,di cui diremo più sotto, furonotesti nelle pubbliche scuole delloStato Veneto.

Stampò una Dissertazione intor-no le leggi del moto diretto, inse-rita nel tomo 29 della Raccoltadi opuscoli scientifici ; e primapubblicò anche i Problemi arit-metici di Diufanto Alessandrino,il più noto antico scrittore di arit-metica , di algebra numerale, odi analisi particolare, vissuto (se-condo dedusse il dotto franceseBachct, traduttore ed illustratoredell’ opera di Diofanto ), tra glianni dugento prima, o quattro-cento dopo l’Era nostra (1).

Il Crivelli pubblicando l’operadi Diofanto in italiano, ne recò iProblemi analitici particolari ( nèaltro che tali potevano essere per

(1) Del Crivelli è opera l’analisi concui si sciolgono i problemi di Diofau-to, e dei p. Paiioni è opera la tradu-zione.

L’Editore.