lo stato della matematica analiticadel tempo di Diofanto) alla nuovaanalisi speciosa letterale, facendo-li generali nella posizione e solu-zione loro, ed instituendo cosi uncontinuo paragone fra 1’ anticaparticolare analisi, e la modernagenerale, la quale fu il maggioretrovamento dell’umano ingegno;e con siffatto paragone, il Crivellipresentò una trattazione utile aglistudiosi, piacevole a’sapienti, epose in luce l’eccellenza del cal-colo generale sopra l’antica analisiparticolare.
Stampò pure due Tomi di Ele-menti di Fisica in 4 ., edizione ve-neta 1^3 [ ; e quantunque egli ab-bia nomato modestamente que-st’ opera Elementi , non solo vi e-spose con chiarezza i principii,ma progredì alle più alte dottrine,di modo che fu accolta con plauso;e un anno dopo la morte dell’au-tore , Simone Occhi ne impressein Venezia una seconda edizionenel 1744 con giunte e cambiamen-ti dell’autore medesimo, e vi unìle due summenzionate Disserta-zioni , ed i Problemi di Diofantofatti generali.
La fama acquistatasi dal Crivel-li per le sue opere gli procacciaro-no , oltre chiarissima menzionenelle Novelle della Repubblicaletteraria , che s’imprimevano inVenezia, la stima, e l’amiciziadelle più dotte e ragguardevolipersone, e de’ professori delle piùcelebri Università di Europa, el’Accademia di Bologna, quella diBerlino , e perfino la Reale dellescienze di Londra lo vollero ascri-vere a loro collega.
Egli fu rapito alle scienze nellafresca età di cinquantadue anni aidì 14 di febbraio del 1743.
Il Crivelli lasciò molte cose ma-noscritte, ma non condotte ancoraa termine; fra le altre ricorderemouna Filosofia morale ; un Tratta-to de' luoghi geometricidella
quadratura delle curve, e del cal-colo integrale. Siffatti manoscrittifurono depositati nella Libreriadel Monastero de’ Somaschi, dettodella Salute, in Venezia; ed aven-done chiesto conto l’estensore diquesto articolo gli fu risposto daun Somasco ch’essi con molti altrieransi perduti nello scompiglio enel disfacimento di quel mona-stero (1).
Domenico Caivarii.
GIOENI (Giuseppe), naturali-sta, e mineralogista, nacque inCatania il 12 maggio 1747 daFrancesco , e da Agata Buglio.Giunto alla età, in cui l’nomo,scossi i pregiudizi e gli errori,pensa da sè e ragiona , per consi-glio ancora del suo maestro cano-nico Vito Coco, si diede tutto allastoria naturale.
La Sicilia sembra nata fatta perlo studio di siffatta scienza : an-tiche spoglie marine, graniti, aga-te, marmi, gessi in varie manierecombinati, che offrono per tuttoimpronte indelebili del fuoco edell’ acqua ; una vegetazione lus-sureggiante su queste rovine; co-piose deposizioni di sali, metallie bitumi, che ascondonsi nelle vi-scere della terra, ove le acque s’in-fiammano, e mineralizzano, ovesi accendono vulcani, e destansitremuoti ; un aere propizio al vo-latile, all’insetto, al pesce, al qua-drupede, all’uomo, tutto questooffre la Sicilia al contemplatoredella natura. E quivi la storia na-turale fu da antichissimi tempicoltivata, e Catania fu la primascuola di Pittagora, di Empedocle,di Platone.
Il pittagorico Empedocle avea
(1) Il Crivelli fu lodato dal suo con-fratello il padre Bernardo Paolo con e-logio che fu posto e nella Raccolta Ca-logerìana e nella citata Edizione secon-da Degli Elementi di fisica.
V Editore.