scoperti i quattro elementi e i lo-ro principii; avea conosciuto cheil fuoco li dissolve , e li riunisce ;eli’ esso innalza i monti e riscal-da le acque; che l’amicizia e lainimicizia riunisce e separa gli ele-menti; che la terra e i cieli rotan-do conservano 1 ’ equilibrio ; clicdal sole e dalle stelle propagansifuoco c luce a’ nostri occhi ; chela terra gira in 24 ore; che la lunariflette la luce del sole , che giraintorno all’asse e alla terra; chel’aria ha peso ed elasticità ; cheogni animale viene dall’uovo, eogni pianta dal seme ; avea cono-sciuto i sessi e gli amori delle pian-te, la fecondità e la sterilità, il mo-vimento, la nutrizione e la traspi-razione; avea conosciuto che la so-miglianza o dissomiglianza de’ge-nitori e i mostri dall’organismo edalla fantasia materna produconsi;avea conosciuto i corpi organizza-ti, e i loro elementi, la spina dor-sale , i canali della inspirazione edella espirazione; la oscillazionedel sangue, il moto e il caloreprincipii della vita ; l’ organo del-1 ’udito ; la chiocciola e l’ondeg-giamento prodottovi dall’ aria ; icorpicciuoli che destano l’odorato;le varie membrane degli occhi,onde la luce favorisce la vista ; adir breve questo uomo straordina-rio avea incatenato tutti gli enti colvincolo di uno spirito materiale.
Gioeni, dotato di un talento vi-vace e di un gusto squisito, e diuna grand’anima, e fornito di ot-timi studi fece rinascere la Siciliaallo studio della natura ; e collesue scoperte, e co’suoi scritti e co-gli elementi degli scritti stessi sta-bilì un’ epoca di sapere in generedi storia naturale in Sicilia ; eoltrepassando quanti altri primadi lui aveano detto e scritto, eres-se un monumento del suo sapere,che durerà eterno.
Dopo di aver letto e studiatotutto ciò che in tali discipline da
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Empedocle in poi aveano scrittogli autori, di leggieri si avvide ,clic la Geologia avea fatto lentiprogressi ; vide che la Chimicaconsistea nella combinazione deiquattro elementi stabiliti da Em-pedocle ; che la Botanica era uncatalogo imperfetto delle piantecolle loro supposte virtù ; che laMineralogia formava un ammassodi minerali male conosciuti e peg-gio descritti ; a dir breve, ehe laspiegazione dei fenomeni era pri-va di principii, e che lo spirito disistema prevalea alla osservazionee al ragionamento.
Per la qual cosa egli divisò nel-la sua mente di creare in molti ra-mi questa scienza. L’Etna, le varieeruzioni, i suoi fenomeni, gli ele-menti delle lave medesime, la su-perficie di Sicilia, gli antri, le mi-niere, gli estinti vulcani, i fiumi,i fonti, le paludi, i laghi, quel tri-plice mare , e le sue produzioni ,le isole sparse all’intorno, ecco ilgran libro della scienza e deglistudi primieri di Gioeni.
Accadde in quel tempo una spa-ventevole pioggia sanguigna, cheingombrò la contrada meridionaledell’ Etna. Tutti gli animi ne fu-rono atterriti, tranne quello delsapiente Gioeni. Egli , raccoltaneuna parte, la scompose e la esami-nò ; e vi trovò una eruzione vul-canica con materie ferruginosemiste alla pioggia che allor cadeadal cielo. Trasfuse queste osserva-zioni alla penna, e ne inviò la re-lazione al Plinio inglese Hamil-ton, che ne rimase sorpreso. Que-sto celebre scrittore , e il rinoma-tissimo Dolomieu ne lo ricolmaro-no di lodi. L’ultimo di essi inge-nuamente confessava avere daGioeni ricevute le più interessan-ti indicazioni, essere egli il primoche avea raccolto le lave compattedell’ Etna , e avere egli solo fra iSiciliani pensato che la istoria del-l’Etna precedesse lo sue eruzioni.