Band 
[Volume primo e volume secondo.]
Seite
313
JPEG-Download
 

circolo, curva, dalla quale, secon-do l’A., si deve ripetere la ragionedi ogni fenomeno musicale. Nonseguiremo il Tartini ne’suoi cal-coli numerici, quanto più difficiliad essere intesi, tanto più noiosi ;ma con poche parole ci sforzeremodi riferire le conclusioni menodubbiose, eh’ egli vuole da’ mede-simi derivare. Premesso che il si-stema armonico è determinato dal-la serie delle quantità i , * 1 J * ì,eh’ egli chiama sestupla armoni-ca, e che applicata a’suoni contie-ne in estensione due ottave ed unaquinta , molt o discorre intorno airapporti delle ordinate, o dellecorde che si hanno in numeri,prendendo la meta, la terza parte,e via via (ino alla sesta del diame-tro del circolo, diametro fatto u-guale alla unità. Alla fac. 6G e se-guenti cerca TÀ. di provare comeil sistema arnnonico di terza mag-giore sia per natura l’unico, e pereccellenza il prime, essendo dimo-strato dalla sperieaza, siccome ilterzo suono, <che forma parte prin-cipale del suo sistema, è semprebasso e fondamenti di armonìa diterza maggiore ; mentre per locontrario nell’ armonìa di terzaminore il terzo suono produce uncattivo effetto , siccome per 1’ unoe per l’altro caso ha egli potutoesperimentare in presenza di ottoprofessori di musica. L’A. preten-de vedere la ragione di tale diffe-renza nella divisione armonica edaritmetica delle ctrde , da quellafacendo dipendere l’armonìa diterza maggiore, e da questa l’ar-monìa di terza miiore. Pretendeposcia, per mezzo lei vagheggiatocircolo, di dimostr.ire, che il siste-ma dell’ armonìa ci terza minoresia non solo inseparabile dal siste-ma dell’ armonìa di terza maccio-

O O

re, ma anzi lo stesso identico siste-ma. Così, volendo dar ragione ditutto, ascrive le dissonanze alleproporzioni geometriche.

3,5

Nel capitolo quarto deriva lascala diatonica dall’armonìa, laquale, contro l’opinione di alcuni,fa egli precedere alla melodia. Po-co dice il Tartini del temperamen-to , attenendosi alla opinione delP. Vallotti, il quale, rispetto al-l’organo, voleva, che si conservas-se tutta la naturale perfezione lo-ro ai tasti lunghi, e che la massi-ma alterazione si facesse a que’ ta-sti brevi, che sono più lontani dalgenere diatonico.

Accordasi 1’ A. al giudizio de’piùprofondi teorici nel riguardare laineguaglianza del temperamento ,siccome un mezzo fecondo, per va-riare, secondo le passioni, anche glieffetti maravigliosi della potentis-sima tra le arti belle.

Il resto del capitolo s’ aggira in-torno al contrappunto incluso, co-no’ei dice , nell’ armonìa e nella6cala. A tale proposito 1’ A. parladiffusamente delle cadenze , de’ te-tracordi greci e de’ sistemi diato-nico, cromatico ed enarmonico, cheegli cerca dedurre dal proprio: de-duzione ingegnosa fondata sovraun argomento di analogia; e (ciò ,di che appena aveva fatto un ten-tativo il Marchetti, come abbiamoveduto ) egli si accinse a farei sen-tire la melodia de’ due generi cro-matico ed enarmonico, accoppian-dovi il basso fondamentale, e facen-done così risultare un’ armoniaequitemporanea, ignota forse aiGreci medesimi. L’ A. afferma diaverne fatta sperienza con due vio-lini e un basso alla presenza di pa-recchi professori, e tutti aver con-venuto del gratissimo effetto di que-sta armonia da lui registrata connote musicali nel suo trattato (r).

Dalle tre note delle cadenze

(i) Intorno ai generi musicali deiGreci sono da consultarsi , oltre assaialtri, anche il recentissimo libro: Con -sidèratìons sur les divers sjstèmes dela musique ancienne et moderne parM. De la Salette, ed altre opere di