55 solamente è diffìcile comprender-li li tutti j ma compresi che sieno55 pare che i principii diversi, dai55 quali deduco le proposizioni ,55 si oppongano tra loro a . E pocodopo » ma molto più contribui-55 sce a difficoltà e confusione il55 principio e il met odo, di cui mi55 valgo 55 ec. Confessa in oltre (i)che 1 ’ algebra gli era ignota.
Noi chiuderemo questo esamecoll’ osservare , siccome alcuni diquelli, che hanno giudicato il Tor-tini , non erano di lui più dottinelle scienze fìsiche ed esatte.Rous-seau, a cagione d’ esempio , affer-ma, che essendo le vibrazioni deicorpi sonori come le radici quadra-te delle tensioni , i pesi tendentisono fra loro come ì cubi delle vi-brazioni, il che è manifestamentefalso, essendo i pesi in ogni ipote-si proporzionali ad altra potenzadelle vibrazioni medesime (2). Co-sì D. Antonio Eximeno, ragionan-do appunto del sistema tartiniano,dice che la iserie J j J J ec. conti-nuata all’infinito sarebbe ugualeall’ unità ; e che i cinque rotti J \J J sono meno della unità ( 5 ). Gliappena iniziati nell’aritmetica del-le frazioni sanno trovare a primavista l’errore di questa proposizio-ne. Così 1 ’ ombra di Archimede ,per giovarmi delle parole dello stes-so Eximeno contro il Tartini, chie-derà eterna vendetta contro 1’ au-tore del libro : Dell ’ origine e del-le regole della musica (4).
Nii accenneremo soltanto le al-tre >pere dell’A., poiché il parlar-ne «stesamente riuscirebbe inuti-le e noioso.
Il ginevrino Serre avendo nel
(1 Fac. 27.
(2 Rousseau, Diclion. des mus. ari.cardi sonore, pag. 234 , édit. de Genè-ve 1782.
(3 Dell’ origine e delle regole dellamusica. Roma, 1774 in 4 - pel Barbicl-lini, fac. 87.
(4 Idem, fac. O7, 89.
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secondo capitolo delle sue Obser-valions sur les prìncìpes de l’har-monie (1) impugnato apertamenteil sistema del Tartini, questi si di-fese col libro: Risposta di Giusep-pe Fariini alla critica del di luiFranato di Musica di M. Serredi Ginevra. Ven. 1767 in 8. pressoAnt. Decastro.
Dopo avere risposto al Serre, sistudiò l’A. in una nuova opera dievitare i difetti, che e il Serre, edaltri avevano notati nel suo Frut-tato, e scrisse la Dissertazione deiprincipii dell ’ armonia musicalecontenuta nel diatonico genere (2).» Quest’opera « dice il Lami ( 3 )55 è tale , che per bene intenderla55 bisogna saper di musica quanto55 ne sa chi 1 ’ ha valorosamente» composta « .
Ma, qualunque ne fosse la cagio-ne, certo è, che I’ oscurità è gran-dissima anche in queste due scrit-ture. Nella prefazione a quest’ul-tima egli se ne scusa colle seguen-ti parole: 55 Al trattato di musica55 dell’ autore si è imputata somma>> oscurità. Ma è forse padrone l’au-55 tore di cambiar indole alle cose,» sicché, se per propria intrinseca55 natura sieno difficili e oscure ,55 possa e debba egli convertirle in55 natura facile e piana ? (4) 55.
Gli autori già da noi citati delDictionnaire historique des Mu-siciens ascrivono questa oscuritàa malizia. Ecco le loro parole : 55 IIsistema di Tartini 55 dice il sig.Forkel 55 fu ammirato quasi esclu-si sivamente in Italia , in Franciass soltanto in parte, e niente in Ger-55 mania. Scheibe nel suo Fratta-55 lo di composizione afferma , chess Tartini si servi della penna del
(1) Genève, 17^3, grand in 8.
(2) Padova, 1767 in 4 ' nella stamp.del Semin.
( 3 ) Contin. delle Nov. lelt. num. 6 ,5 feb. 1768, toni. 20.
( 4 > Dis. de’ princ. dell’arm. mus. neldiat. gen. di prefaz,