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» [>. Colombo, corno a un di presso» in Francia Rameau si è servi-3) to della penna del p. Castel. Chiii prestasse fede al teorico tedesco,33 e al p. Colombo medesimo, Tar-33 tini non sapeva neppure la sem-33 plice aritmetica . Secondo essi ,3 > con un grande apparato di calco-33 li volle il Tartini aver aria di3> profondo teorico ».
3> E difficile a comprendere co-33 me questo sistema possa essere33 stato ammirato in Francia e in33 Italia, mentre non fu mai inteso33 da alcuno, e 1 ’ autore stesso pro-33 Labilmente non seppe mai ciò33 che volesse dire. Grandissimo33 suonator di violino, grandissimo33 compositore, Tartini era un de-33 bole geometra, un debole fisico e33 un cattivo loico. INato in un tem-33 po, in cui credevasi non si poter33 dare alla musica fondamento nel-33 la natura, se non che fondandola33 nella fisica, ebbe la debolezza ,33 come Rameau , che fra i primi33 nè aveva dato F esempio , di se-33 guire questo errore . Volle egli33 pure fare un sistema; ma, sicco-33 me la base di quello di Rameau33 era il fenomeno della moltiplice33 risonanza, egli si appigliò al fe-33 norneno inverso , sul quale fab-33 bricò come potè un sistema , in33 cui nè egli nè alcuno de’suoi33 lettori potè mai nulla compren-33 dere; però che non era possibile33 di dare apparenza di realtà a chi-33 mere, se non che a forza di oscu-» rità . Oggidì gli uomini sonosi53 ben ravveduti da si fatta mania33 di sistemi, e non temiamo di af-33 fermare , che un tal prurito di33 applicare la fisica e la geometria53 alla musica , e di pretendere de-33 durre le regole di un’arte uni->3 carnente fondata sulla organizza-’> zione e sulla natura dell’ uomo è33 il contrassegno più caratteristico33 della ignoranza e del falso spiri-33 to . Non già che la conoscenza33 della fisica e della geometria sia
3 ) al tutto inutile al musico; ma33 vuoisi molto giudizio per cono-33 scere con esattezza 1 ’ uso che -è33 da farsene. E questo è ciò che il33 sig. Choron si propone idi mo-33 strare in un trattato che prepara33 intorno a questa materia (ì) 33 .
Il Tartini scrisse ancora unajLettera alla signora MaddalenaLombardini (Madame Sirmen) in-serviente ad una importante lezio-ne per i suonatori di violino. Que-sta lettera fu inserita nell 'Europaletteraria , tom. v, part. 2 , 1770 ,p. 74 , e l’anno stesso fu separata-mente stampata in Venezia pelColombani.
Conservasi pure un ms. dell’ A.intitolato: Lezioni pratiche delViolino, Si aggirano intorno ai va-rii generi di appoggiature, trilli,e mordenti; ai modi naturali, sem-plici e composti ; ai moti di caden-za, alle cantilene , alle finali ca-denze naturali, artifiziali, arbitra-rie e ad altri rudimenti dell’ arte.
Fa qui luogo di parlare dellemolte composizioni musicali, che1’A. ci ha lasciate. Le principalisono: Sonate a Violino solo , e
(1) Diction. des music, arlic. Tartinipag. 365. — Comunque il N. A. abbiaerrato nelle sue proposizioni, ciò deeascriversi ad illusione, non mai a ma-lizia, che troppo bene si scorge in lut-ti i suoi scritti la semplicità ed inge-nuità, onde viene esponendo i suoi pen-sieri . E ben disse Angelo Mazza inquel sonetto, che qui ci piace di riferirein risposta a critici francesi :
Sull’ mio e trino armonicodel Tartini
Illusion (V ingegno ebbro de l' ArtePortata al sommo per valor di manoDal ver ti feo , Partiri, mover lontano ,
E trasognar in tue pensate carte.
L' armonica unitri, che se riparte
Moltiplice ne ’ suoni , e a mano a manóIntegrasi per essi , è un pensier vano jChe dal pensar de' savi ti diparte.
Eppur t ’ ammiro e te di versi onoro ,Poiché di mezzo ancora ai sogni tuoiDi musica novel nasce tesoro.
E al par del geometra , che de' suoiCerchi fa, se non quadri, util lavoro,Quanto vali tu mostri e quanto puoi.