basso: Amsterdam, l'jhfy ; Sonatepubblicate in Roma Dugen-
to e più concerti (r) mss. vannoper le mani di molta, ed altrettan-te Sonate a solo violino e basso ,ed altre operette Sputatissime.
I pregi , die risplendono nellecomposizioni musicali del Tartini,c singolarmente nelle sonate perviolino col semplice accompagna-mento del basso sono : una canti-lena sempre animata ed espressivadi alcuna passione dell’ animo, dacui scorgesi essere stato possedutoil compositore nell’atto dello scri-vere (2) ; una condotta originale ,vaga, liberale, regolata dalle leggidell’ arte , ma senza schiavitù , esenza pedanteria ; una grande co-gnizione dell’ istromento, per cuil’A. scriveva le sue sonate essendotessute di modi, i quali prometto-no il massimo effetto al diligenteesecutore , ed offeriscono semprenella difficoltà dell’impresa ancheil soccorso dell’ arte per eseguirliagevolmen te . Deesi pure gran lo-de al Tartini per avere egli inqueste sonate scosso il giogo trop-po severo del contrappunto , e peressere stato dopo il Corelli, chegià aveva cominciato ad emancipar-sene, il primo a liberare le sue me-lodie da que’continui attacchi amodo di fuga, che usati con indi-screta e pedantesca mente nelle
(1) Di questi concerti si stava facen-do una edizione in Londra.
(2) Per prevenire la domanda di Fon-tenelle: 95 Sonate, que me veux-tu? 99 eper aver una data cosa od azione a di-pingere , o una data passione a risve-gliare, il Tartini si disponeva a scrive-re le sue sonate coll’attenta lettura ordel Petrarca, or del Metastasio : il checi viene attestato dall’Algarotli (opere,toni, n, p. 282), da alcuni suoi scolari,e recentemente dal sig. Pietro Maron-celli (Vita di Arcangelo Corelli in quel-le degli illustri Italiani), il quale affer-ma, 99 che il Tariini ad ogni sonata mi-1: rava voltare in nota un sonetto del« Petrarca» Ciò stesso molli anni doposoleva praticare 1’Haydn.
composizioni de’suoi antecessori,impedivano il volo all’ingegno,producevano molta monotomia , etoglievano ogni leggiadria a’ com-ponimenti, ne’quali egli introdus-se ben anche varietà e gentilezzadi modi al tutto ammirabili. -
Abbiamo altresi una composi-zione dell’A. intitolata Sonata delDiavolo , che M. I. B. Cartier feceincidere nella sua preziosa raccoltadella Division des Ecoles (t).
11 Lalande reca nel suo viaggiod’Italia una particolarità singolarecirca la Sonata del diavolo ; e sic-come dice , che gli fu raccontatadal medesimo Tartini, noi la rife-riremo colle sue stesse parole reca-te fedelmente in italiano.
99 Una notte, correva l’anno 1713,» mi diss’ egli, io sognava di aver» fatto patto col diavolo, il quale» se ne stava a’ miei comandi; tut-» to mi andava a seconda, i mieit> voleri erano sempre prevenuti ,nei miei desiderii sempre vinti» dallo zelo del novello mio servi-ti dorè. Mi venne in capo di dargli» il mio violino per veder pure se» riuscisse egli altresi a suonarmi» di belle sonate ; ma quale fu la99 mia meraviglia allorché udii unat> sonata cosi unica e bella, esegui-ti ta con tanta eccellenza di arte ,» che io non aveva neppur pensa-ti to mai cosa , che potesse venire11 con essa al paragone! Fui cosi» sorpreso e rapito , che pel piace-li cere ne perdetti il respiro : lan violenza di questa sensazione inii> risvegliò ; diedi tosto di piglio alt) mio violino, sperando di trovareti una parte almeno di ciò che ave-11 va pur dianzi udito ; ma indur-ii no : la sonata che composi allora99 è, a vero dire, la migliore che io99 componessi mai, e la chiamo an-99 cora la sonala del diavolo ; ma
(t) Un voi. in foglio. M Cartier hapubblicato verso il 182 = la Traditivi1 del'art de V archet de Tartini. Paris.