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[Volume primo e volume secondo.]
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dì rischiarare l’intelletto proprioo giovare all’altrui coi mezzi ondeil Cielo le fu largo.

Dai suoi fu egli amato e riveritocome il padre, il benefattore el’amico; pregi tutti i quali ci dan-no diritto di poter conchiudere es-sere stato il Merli un uomo chenel corso di sua virtuosa vita nonrecò mai danno a chicchessia, mol-ti beneficò, moltissimi istrusse dan-do col suo nome lustro a Milano eall’ Italia. La mattina del 28 apri-le quest’ insigne matematico eidraulico spirò munito dei confor-ti della religione, lasciando un vi-vo desiderio di se in quanti il co-nobbero ; desiderio che non verràinai meno : perchè di coloro diecifurono cari, la morte altro non to-glie che il corporeo velo , mentrerimane entro di noi viva la loromemoria, e la loro mente immor-tale è sempre presente alla nostra.I funerali di lui furono accompa-gnati dal compianto dei buoni , edei molti che a lui erano legati dagratitudine, rispetto ed amicizia.Prima che fossero tumulate si pre-ziose spoglie Francesco Longhenapronunziò un breve, affettuoso,sincero elogio, a cui rispose il cuo-re di tutti gli astanti, i quali amalincuore si scostarono da quellaterra che nel suo seno aveva ingo-iato tanto tesoro (1). Questi pegnipubblici di affetto che veggiamo aquando a quando «novellarsi , eamorosamente tributarsi a chi il-lustrò l’età cogli scritti, e che sem-pre animò e protesse gl’ ingegnic’insegnano che il sentimento del-la gratitudine nou è al tutto spen-to nel cuore dei nostri concittadi-ni. Ma noi vorremmo che tali tri-buti di omaggio fossero impartitianche a chi lasciò l’esempio d’una

(i) Gian Domenico Romagnosi con-sacrò alla memoria dell’ amico alcunicenni necrologici dai quali attingemmole poche notizie biografiche che qui cipiacque stendere.

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vita utile, onorata ed esemplare.L’ uomo eh’ è specchio di virtò ,che lascia utili insegnamenti perrispetto alle arti, ai mestieri, e chediviene il benefattore della suaclasse, è un uomo eminentementegrande. E perchè verrà esso oblia-to, e perchè tanti sacrificii, unaferma persistenza nel diffondereil bene assai più onorevole a misu-ra che fu contraddetta e rattenutada ostacoli non verranno essi gui-derdonati? I doni della natura nonsono in quello scambio con libera-le mano divisi o riserbati giusta leconsuete ripartizioni di classi; masono diffusi per tutto, e spesso an-cora prodigalmente versati. Lo spi-rito della profonda meditazione edelle verità più sublimi non è ri-stretto alle così dette classi civili,e può talora essere anche affattoindependente dall’istruzione. Kin-vierisi in generale nel maschio ani-mo del popolo una forza morale euna vigoria d’ingegno spesso effi-cacissima. Fate che sentasi un uo-mo chiamato e rapito da una puraispirazione, e dalla classe anchevolgare vedrete procedere il ravvi-vamento di pratiche utili alle arti,al commercio e alla diffusione delbene; la quale è opera più di unsavio e fervoroso impulso che del-l’erudizione. Tale massima ne gio-va qui riferire come immediatoCorollario alla legge evangelicadella carità e delfamore, legge chenon sarà mai bastantemente ri-schiarata , diffusa , predicata , laquale mentre rigidamente coman-da non ragionevole soggezioneguarentisse a meraviglia la natu-rale dignità dell’ uomo e lo fa tut-tora accorto del nobile fine a chedestinoilo la providenza.

M. Sautokio.

CESARI (Antonio) nacque inVerona a dì 16 gennaio dell’ anno17G0 , e fu uomo veramente sa-cro: cioè tutto riverenza a Dio , e