Band 
[Volume primo e volume secondo.]
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325
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cose fu n olto innanzi nella graziarii quel santissimo uomo che fupapa Chiaramonti, e di gran let-terati, e li personaggi nobilissimiebbe r amore e 11’ estimazione ; delsuo nome andò piena l’Italia. Fusocio di molte accademie, che udi-ta la nuora dellia morte fecero so-lenni on:>ri aliai memoria di lui.E in Roma priincipalmente nel-l’accademia tiberina quel chiaris-simo protettone e coltivatore delleitaliane lettere, dico il prelato econte Muzzanelli, ne lesse un elo-gio ; e cosi fece nell’ accademiaarcadica l’illust re ed elegante tra-duttore di Cornelio Nipote , dicomonsignore A docchi j il quale an-zi provvide che nelle sale capitoli-ne della protomoteca degli uomi-ni illustri italiani fosse l’erma delCesari collocata. 11 Manu zzi, chefu al Cesari figliuolo nell’amore,e pare che sia 1’ erede del valorsuo in opera di lingua, ne scrisseun’ aurea biografia che fu più vol-te ristampata. E il dottore Bonfan-ti da Verona ne pubblicò una as-sai bella ed estesa vita, dalla qualeprendemmo aiuto a questo nostrodiscorrere. Tali onori s’ ebbe An-tonio Cesari : e la sua gloria nonche durare > presso gli avvenirecrescerà. La qua e è veramentelargo premio alle lettere, ove nelpopolo i magnanimi e i buoni sia-no molti: ma ove pochi o niuno,mercede ( se non è da’ presentinegata) le più volte inutile, spes-so dannosa, e povera sempre (i).

Guzzoni.

(f) Nessuno certo negherà le cose di-scorse in questo artbolo : solo qualcheaustero amico della verità potrebbe de-siderare che si fosse detto che il Cesarifu forse soverchio aviatore del danaro,e che lutto dedicato com’ era allo stu-dio della lingua trascurò di fortificare ilsuo ingegno del cibo di altri più utilistudi.

TOMITANO ( Giulio Beiuvaii-niNo) di antica stirpe originariadi Feltre e che die uomini segna-lati in pietà e in letteratura,, na-cque, terzo di quattro maschi, inOderzo F anno 1761 da Pompeo eda Francesca de’ Signori di Polce-nigo. Ebbe sua educazione nelcollegio di santa Croce in Padovada’ padri della Congregazione So-masca, e nelle belle lettere gli fuinstitutore il padre Antonnicola E-vangeli, uomo in cui era ogni piùattenta industria per inspirare ne-gli alunni 1’ amore allo studio de-gli Autori classici latini e italiani.E tale fu l’affetto che a questi pre-se il giovine Tornitane, che, uscitopoi di collegio, e postosi a studen-te di Leggi nella università, nontardò a volger ad esse le spalle perdarsi esclusivamente all’amena let-teratura. Assai di buon’ ora ( nel1781 ) si strìnse in legame di noz-ze a Giulia Sassonia di nobil pro-sapia padovana, or tuttavia viven-te, ed in Oderzo ripatriatosi, inal-terabilmente vi stanziò per tuttala vita, ad eccezione di qualcheviaggio rapidamente fatto al mez-zodì dell’ Italia. Ad alimentare ilsuo spirito non trascurò di buo-n’ ora 1’ epistolare carteggio conuomini di bella rinomanza, e nonpoche sue lettere autografe io pos-seggo sin dall’ anno 1782 scrit-te a Giuseppe Urbano PaganiCesa, le quali racchiudono suoipoetici componimenti, e fannocenno di altri da lui inseritilo unaRaccolta di Prose e Versi in quel-lo stesso anno pubblicata per oc-casione della morte di monsignorGinolfo Speroni canonico padova-no. Divenne in progresso di tem-po il carteggio del Tomitano sìestéso, che raccolte poi insiemetutte le lettere a lui scrittej si for-marono 64 grossi volumi, suppel-lettile da cui trarre si potrebbero^peregrine notizie intorno a vicen-de e ad opere di dotti Italiani. Mori

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