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poche lettere spezialmente scritte-gli da dementino Cannotti,eia An-tonio Cesari, da Francesco Negri,da Michele Colombo meritereb-bero d’ essere fatte pubbliche nontanto pel loro intrinseco pregio,quanto per la molta loro elegan-za e leggiadria. Alle cure del car-teggio non andarono scompagna-te quelle di farsi ricco di libri ne’quali ogni fiore di buona linguaitaliana sì racchiudesse ; nel cheegli persistendo con fermo propo-sito , ottenne che 1’ esito bene glicorrispondesse. Opere che fanno te-sto di lingua, ottimi libri di scienzee d’ arti, novelle italiane, opuscolirari e curiosi, manoscritti ed au-tografi singolari non gli mancaro-no, ed è osservabile che bene spes-so i libri si veggono da lui mede-simo corredati o di notizie intor-no agli autori, o di curiose e dotteillustrazioni, oltre all’ essere degnid’ogni più dilicato amatore sì per lasceltezza degli esemplari che per1’ ottimo gusto delle legature. Benedettò di questa librerìa il padre Ce-sari quando ad istanza di Clemen-tine figlio di Giulio scrisse la iscri-zione seguente, che leggesi all’in-gresso della medesima; Bibliolhecaqnam Julius Bernardinus Tomi-tanus quamplurimìs voluminibusex omni optimorum genere lectìssìve a materia sive ab opere libra-rio laudatissiniìs, vìrorum eliamclarissimor. autographis diutur-na opera ac studio instruxit locu-pletavìt, Clementinus Filius cumlacrymis teslimonium posuit pa-renti indulgentissimo maiora mo-renti. Anno MDCCCxxrm. Pubblicòil Tomitano alcune opericciuole diVarii Autori corredate di sue illu-strazioni, siccome furono le Poesiee Prose di Raimondo Cecchetti ;'Fraviso, l 796, in 8 . con la Vita del-l’Autore ; le Lettere Cxxrn di An-nibai Caro, che fece imprimere inVenezia,Zatta, 1791 in 8.dedican-^ole a dementino Vaunelti; le
Novelle di Plerfrancesco Giam-bullari e di Valerio Marcellino ;Venezia , 1 8a,f, in 8.; il Volgariz-zamento della Lettera xxxi di Se-neca al Caro attribuito • Venezia ,1821, in 4-Agli amici suoi eglisomministrava largamente mano-scritti da rendere pubblici, cd ilcan. Domenico Moreni di Firen-ze, il march. Gio. Giacomo Tri-vulzio di Milano , cd io pure gliavemmo per ciò obblighi non co-muni. Autore fu Giulio istesso diuna compendiosa Vita di Dome-nico Maria Manni , impressa inVenezia, 1789, in e di non po-chi Articoli di erudizione inseritinelle Memorie par servire allastoria letteraria e civile che sistampavano in Venezia, e nelleNovelle letterarie dì Firenze. For-mando soprattutto suo particolarediletto lo scrivere da’ trecentisti,molte Novelle sì compiacque det-tare ad imitazione loro, le qualimeritamente gli valsero le lodi dichiunque accarezzale antiche gra-zio del dire. Taluna di queste No-velle abbiamo alle stampe, cioè ;Bianca Cappello e Pietro Buona-venturi, Novella xi ; Venezia ,i 8 i 5 , in 16.Nel Giornale di Trevi-so, impresso negli anni 1822, 23 ,24,25, s’inserirono le seguenti, chefurono anche impresse separata-mente: IJ Avvocato di Valenza edil co. di Vaterlò — il GentiluomoVeneziano e l Ebreo — Pier So-letti e Giulio Bernardino Tomita-no — Guido Caffettiere e MeoBenvenuti. Spiritosa non poco, edegna di Franco Sacchetti riusci laNovella: Due Ciechi ed uno Allu-minato che sta nelle Novelle ine-dite di varii-, Venezia, 1822, in 16.e nelle Novelle per far ridere lebrigate di varii Autori ; Venezia,1824, in iG. Nella tranquilla Oder-zo sempre dilettevolmente seppespendere i suoi giorni questo gen-tiluomo, e ne trasse certamente suoprò, mentre a lui pervenivano bene