spesso dalle città italiane attesta-ti della molta considerazione incui era tenuto • e varie Accademielo vollero ascritto al loro consor-zio, ed il cessato Governo italia-no si compiacque di annoverarlofra quelli che formarono il Colle-gio elettorale de’ Dotti. Quantun-que robusto fosse per fisica costitu-zione, tuttavìa negli ultimi annidella vita gli si destò una mala af-fezione al fegato che non giunsemai a svellere, e che dopo una lot-ta di sei mesi, gli tolse il dì 18febbraro i 8 a 8 la vita in età di an-ni 0 7 non compiuti.
Di vari! figliuoli eli’ ebbe gli ri-mase solo superstite Clebientino,ottimo e culto signore delle paterneletterarie dovizie custode diligen-te, e si nelle lettere italiane che nel-l’arte del dipingere all’ acquerellonon poco esercitato. Due sue No-vellette pubblicò egli pure collestampe, e sono : Le Maschere ;Treviso, 1 855, in 4-— La beffainaspettata -, Treviso, i834, in 4-.Nel più bel fiore della vita, e dipoco oltrepassando il quarantesi-mo anno, mancò anch’ egli al-la speranza de’ suoi nel presentemese di febbraio 1 856. Io scritto-re tolsi a dettare il presente arti-colo calde tuttavia essendo le ce-neri di lui, e colla viva amarezzanell’animo mio d’avere troppo pre-sto perduto sì in Giulio Bernar-dino che in dementino Tomitanidue cari amici che mi confortava-no della loro affezione.
B. Gamba.
BORGA ( Antonmvria ), na-cque 1’ anno in Rasa , paesesituato sui monti di Locamo, daparenti originarli bergamaschi, edappena nato venne trasferito a Bergamo, dove corse con onore glistudi scolastici sino alla teologìa ,la quale studiò in Milano, doveottenne la laurea dottorale. Ap-pena ordinalo sacerdote, gli veu-
ne conferita dai conti Martinengola parrocchia di Cavernago, nellaquale pochi anni rimase, essendo-gli venata a schifo la casa parroc-chiale pei molti topi che la infe-stavano. Su questo argomento com-pose una Madrigalessa, com’egliamò di chiamarla, in cui piacevol-mente descrisse una sua superbafantesca. Ottenne adunque di es-sere trasportato alla parrocchia diLepreno, di cui descrisse in altrocomponimento bernesco la pre-benda ed il clero, non risparmian-do sè stesso. Infastidito anche diquel soggiorno lo abbandonò , erecossi a Bergamo, dov’ ebbe mol-ti contrasti col Rota parroco di s.Salvatore, e col Re parroco di Bol-gorè per argomenti teologici e fi-losofici , satirizzandosi a vicenda .Passò poscia a Milano, e finalmen-te andò a stabilirsi in Venezia, spe-rando incontrarvi miglior fortunaco’ suoi talenti e col suo spirito .Ma l’incostanza e la bizzarria delsuo carattere procacciarongli inve-ce moltissimi fastidi. Le continuesue produzioni il lusingavano diacquistar fama tra i migliori poetidel suo tempo, ma l’inesorabileBaretti gli fu addosso con la suaFrusta, e il danneggiò somma-mente. Finì di vivere in Venezial’anno t'jfiS estremamente pove-ro. Non puossi negargli una grandose d’ingegno e di fantasia, ben-ché cadesse nel balzano con le so-nettesse, ottave e capitoli con lacoda, e le decine e le capitolesse ,già inventate dal Lasca. Fin dal-1’ età giovanile pubblicò in Berga-mo nel 1^45 un suo Canzoniereche non fu bene accetto. Nel 17 G 0con data di Amsterdam ( ma inLugano) produsse un altro volumedi Rime piacevoli, anch’esse pocofortunate. Dopo varie sue compo-sizioni, siccome sono: Madriga-lone di Agarìmanto Baronio daA onperle; Lucca, 1 nC> i —Letteradel dottor AgarìnmtiLo Baronia,