I provinole . Era allora in esso peri ispacciare le cause non altro chet un così detto Tribunale abbrevia-| to : effetto imprima di una puni-zione, continuato dallo spirito fi-scale, e per la quale il Preside eun Assessore componevano tutto ilgiudiziario collegio . La Regia U-dienza tenevasi in Cliieti, ed esten-{ deva la giurisdizione a’ tre Abruz-f zi. L’ Aquilano evasene già eman-1 cipato. Delfico ottenne che un’ al-- tra Regia Udienza fosse nella suapatria stabilita, e che nel sistemagiudiziario non dovesse più la pro-vincia di Teramo patire un’ ecce-zione per cui le condizioni sueeran fatte inferiori a quelle di tut-te le altre. E Lello il vedere comela sua privata voce teneva luogoper cosi dire di quella degli odier-ni Consigli provinciali, e come fa-cendosi organo de’generali voti,giugneva sino al trono e determi-nava le sovrane risoluzioni da’pub-blici bisogni richieste. In sommaesercitava egli privato un ministe-ro di cui solo presso gli antichi po-tremmo ritrovare 1’ esempio.
Nel i 784. Ferdinando IV lo de-corò di moto proprio coll’insegnedi cavaliere dell’Ordine Costanti-niano: favore ch’egli ebbe comu-ne eziandio col suo maggior fra-! tello Gian Bernardino.
Circa quel tempo l’accademia diPadova mise fuori un programmacol quale invitando gl’ ingegni ita-liani a scrivere sulla libertà delcommercio, proponeva un premioa chi meglio avesse risoluto 1’ eco-nomico problema.Graditissimo ar-gomento era questo a MelchiorreDelfico, di quella libertà propu-gnatore caldissimo. Per la qual co-sa esaminando la quistione sottotutti gli aspetti, e nelle sue rela-zioni economiche, morali e politi-che, imprese a dimostrare che inqualunque forma di governo l’as-soluta libertà del commercio maialtro non sarebbe stata che vantag-
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giosa. I giudici non coronarono làMemoria , ma nel i 8 o 5 venne agrande onore inserita nel volumexxxtx della Raccolta degli Econo-misti italiani ( 1 ).
Ma già si appressavano le civiliperturbazioni che doveano tuttoquanto sconvolgere questo bel rea-me . La famiglia Delfico n’ ebbeaneli’essa a soffrire una parte; edallora andò disperso e perduto ilmuseo numismatico che avea rac-colto , ed il quale ricchissimo eraprincipalmente di monete che at-testavano 1’ antichissima floridezzaitaliana ne’tempi anteriori a’ tem-pi romani. Il nostro saggio vide ilsuo nome fra que’ di colora chefurono allora appellati a far partedel maestrato supremo; ma nonpotè lasciare gli Abruzzi ; al go-verno de’ quali stette per poco inPescara. E tempestivamente ripa-rando dal turbine, n’ andò , comein sicuro asilo, in sulla cim^t delmonte Titano, nel seno di poverarepubblichetta che fra tanto fortu-noso variar di vicende sola rima-neva , siccome tuttodì si rimane,illesa in Italia , qual segno e me-moria di quelle che fiorentissime
fi) Memoria sulla libertà del com-mercio , diretta a risolvere il problemaproposto dall’accademia di Padova sullostesso argomento ; di Melchiorre Debi-to napolitano. Inedita. V. Scrittori clas'sici italiani di economia poliliea, partemoderna, voi. 3 q. Milano,- i 8 on. L‘ edi-tore Barone Custodi vi premette le se-guenti parole : 55 Melchiorre Delfico ,» nativo di Teramo nell’ Abruzzo e cit-55 ladino di s. Marino per libera elezio-» ne, è abbastanza conosciuto, non tan-» lo per sommo sapere congiunto a sin-55 golar modestia , quanto per una co-ir stanza non ordinaria di severa ed55 energica virtù, degna di migliori tem-rr pi e di più gran teatro. Egli scrisse55 diversi opuscoli sull’economia parti-55 colare del Regno di Napoli,- che pro-55 curarono al loro autoTé il miglior pre-55 mio cui avesse potuto aspirare , cioè55 la soddisfazione di aver conseguilo la55 riforma de’ vizii di governo che avea55 presi a combattere 55 .