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[Volume primo e volume secondo.]
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per alcuni mesi gli fu surrogato.Amico della giustizia , della pub-blica utilità tenerisisimo, agl’ infe-riori benevolo, co’ grandi non lu-singhiero, poiché mai non miravaad accattarne favori o ricchezze,egli modestamente attendeva allefaccende dello stato, e dava a’ suoicari studi quel tempo che potea daquelle senza colpa sottrarre. Fra imoltissimi i quali occuparono lasedia del mentovato ministero, eche più ora non ci vivono , egli èche abbia ivi per avventura lascia-to più diletta rimembranza e mag-gior desiderio di sè , come coluiche sempre a quegli uffiziali por-gevasi affabile, confidente, opero-so. Parecchie istituzioni, di cui aldì d’ oggi il paese nostro si onora ,debbono al breve esercizio di quel-la sua ininisterial potestà la loronascita ; fra le altre , la Casa deimatti in Aver-sa . A tutte le leggiamministrativ/e, finanziere, giudi-ziarie che in seno del mentovatoconsesso furòtìio ventilate, egli pre-se principalissima parte. Si conser-vano tra’suoi manoscritti non po-chi de’pareri da lui emessi intor-no alle più gravi di quelle discus-sioni, ed abbiamo ancora in istam-pa una sua memoria sul sistemagiudiziario che in occasione del ri-mutamento che sen faceva nel 1803fu incaricato a distendere (1). Eiproponeva, fra le altre cose , nondoversi da’ giudici criminali segre-gare icivili; non da qnelli che co-noscevano in prima istanza coloroa cui si appellava ; prevalesse neigiudiziari collegi il principio del-la unità; massime di gran momen-to, alcune delle quali vedemmo do-po il ristabilimento del borbonico

(t ) Pensieri sopra alcuni artìcoli re-lativi all' organizzazione de’ tribunali.Fu stampata senza data dalla stamperiareale, come allora stampavansi per con-to del governo i pareri, progetti di leg-ge, e simili.

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trono adottate . In somma I’ uomopubblico non ismentì in lui percerto il privato cittadino, il qualegià senza lasciare il domestico scrit-toio aveva potuto pur tanto felice-mente adempiere ufizio e missiondi statista.

Ristabilita nel 1807 l’accademiaErcolanese di archeologia, egli fuascritto fra’primi socii, di poi tras-ferito all’ accademia delle scienze ,nella classe di quelle che diconsimorali, e ne fu più volte il presi-dente. Alla 'quale non cessò di of-ferire sin che potè 1’ usato accade-mico tributo, leggendovi, ovveroinviandole pregevoli memorie chefurono poi tutte approvate e la piùparte ne’ volumi degli atti di essainserite. Gioverà in questo luogo,anticipando alcun che i tempi ,enunciare la serie di così fatti la-vori :

(. Ricerche sulla semplicità imi-tativa considerata come il princi-pio fisico della sociabilità dellaspecie, e del civilizzamenlo de'po-poli e delle nazioni. Il riso de’bam-bini di tre in quattro mesi fu ilfatto principale che servi di base aquesto ragionamento. Lo lesse il 17febbraio i 8 i 5 .

a. Sulla perfettibilità organicaconsiderata come il principio fisi-co della educazione con alcunevedute sulla medesima. Memorialetta nel i8i4-

5 . Seconda memoria sullo stessoargomento^ letta nel 1816. Le trememorie testé indicate trovansinel primo volume degli atti del-1 ’ Accademia delle scienze.

4. Ragionamento sulle carestie ;diviso in due parti, e letto in acca-demia il dì 1, dicembre 1818. Ecompreso nel secondo volume de-gli atti. L’autore riandando la sto-ria delle più famose carestie, dimo-stra che mai non giunse questo fla-gello quando fu preveduto. Da Te-ramo poi inviò all’ accademia trealtre memorie le quali non abbiamiaa