Band 
[Volume primo e volume secondo.]
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visto ancora pubblicate, e son leseguenti :

5. Pochi cenni su i veri fonda-menti delle scienze morali. Noncontento 1* A. de’sistemi conosciu-ti , cercò il carattere morale dellaspecie nella sua particolare sensi-bilità ed organizzazione , per lequali nascendo le idee di piacere edi dolore, si formano quelle di be-ne e di male, di giustizia e d’in-giustizia. Cosi veniva egli a toglie-re dalla morale ogni parte arbitra-ria ed a porre il principio de’ mo-rali sentimenti non nel timor deicastighi, ma nell’ amore e nella ra-gione.

6 . Sulla necessità di cangiare imetodi d' istruzione attualmenteusati in Europa. E' un opuscolodiviso in due parti, profondo edaccomodato a ciò che i tempi chie-devano. L’ A. conchiude che se coimetodi, i quali hanno or voga, si èprofittato nelle scienze più che nel-la morale e nel vero incivilimento,è segno che quelli son difettosi ; eperò accennatine alcuni difetti, eine propone i rimedi.

■j. Della necessità dì far prece-dere le cognizioni fisiologiche allostudio della filosofia intellettuale.In questo lavoro mira anche 1’ A. aconciliare lo studio della naturacolle necessarie cognizioni dell’En-te Supremo . Appena fu il nostroDelfico fuori degl’ impacci di quel-le cariche cui non aveva mai aspi-rato, e dalle quali volle, ma indar-no, per ben due volte esonerarsi,rivolse la mente a pubblicare un’o-pera di estetica che ne’ momentidi libertà da quelle lasciatigli eraandato componendo. Ei rimanevanel i8i 5. Presidente della Com-missione generale degliarchivii delregno, e di doppia pensione prov-veduto dal re Ferdinando , a luisempre benevolo ( i ) . Tranquilla-li) Ebbe assegnala l'annua pensionedi 750 . ducali, e poi un'indennità di

mente pertanto qui si trattenne *riprese le sue letterarie abitudini,e senza uscire dalla classe accade-mica alla quale apparteneva, diè inluce le Nuove ricerche sul bel-lo (i). Deducendole da’principiifisiologici , egli vide che le qualitàmorali ond’è più contraddistinta laspecie potevan sorgere dalle subli-mi considerazioni sull’ umana na-tura; e nell’età in cui il bello è piùsinonimo del buono , cercò dimo-strare quanto esso contribuisca al-la produzione di quel bello moraleeh’ è quanto dire la vera virtù. Al-tri avevano trattato prima di lui ,altri dopo di lui trattarono con piùo meno di plauso lo stesso argo-mento; ma vuoisi convenire che inmodo affatto nuovo ei si pose a ri-guardarlo , e che fu la moralità ilprincipale scopo del suo lavoro.

Per alleggiamento delio spiritomaneggiava alcuna volta qualcheletterario tema ; ma pur alla suamaniera, riducendolo cioè a filoso-fiche e morali considerazioni . Diche farà fede qucll’opnscoletto an-che in mezzo a’ pubblici negoziicomposto intorno alla poesia dram-matica, dopo eh’ ebbe letta l’operadello Schlegel, e che in forma dilettera intitolò al suo intimo ami-co, il chiarissimo abate D Gaspa-re Selvaggi, accademico ercolane-se, ed ora segretario generale del-la pubblica istruzione. Porta la da-ta del io novembre x 81 5 e vennestampata nel Giornale Enciclope-dico di Napoli ( 2 ). L’ A. ivi discor-ro le origini fisiologiche dell’ artedrammatica, isuoi progressi, lo sco-po eh’ ebbe presso gli antichi ,quello che aver dovrebbe fra noi ,richiamandola ad un principio ge-nerale del bello, principe fondatosulla teorica delle sensazioni.

due. 900 pel soldo che primi godeva diConsigliere di Sialo.

(i ) Napoli, ìbiO. Un voi. n 8.

(2) V. nell’anno ni. il fascicolo se-condo.