Fu per nvventura 1.1 prima a {fo-dere gli effètti di quello svolgi-mento delle facol tà, onde si proce-de innanzi nella civile coltura -,potè in (fine comcbiudere essereciò stato conseguenza delle forzedella natura anzi che effètto d’imi-tazione. E venne a dimostrare cosiun altro assunto, per cessare i lun-ghi vaniloquii degli antichi e de’moderni su’ Pelasgi e i Tirreni,poiché vittoriosamente sostenne,non esser eglino stati due popolidiversi, m a un solo che portò quel-la diversità di nomi secondo chefece passaggio dalla barbarie allacivile cultura. Nella quale seconda(edizione trovasi altro suo archeo-logico lavo ro di minor mole ed im-portanza, imdiritto all’ amico e col-lega conte Giuseppe Zurlo. Trat-tò ivi, in forma di epistolare dis-sertazione* di quelle pallottole dipiombo, talvolta impresse di ca-ratteri o se.gni, le quali erano inguerra da’ romani frombolieri sca-gliate ; e pierchè in forma di gros-se ghiande., sotto il nome appun-to di ghiande missili van cono-sciute.
Ancora abbiamo in istampa unasua lettera alla contessa Mucciarel-li Simonetti di Siena, intorno allapreferenza de’ sessi (1): argomen-to da lui toccato con brio ed ame-nità, non isconr.pagnati per altroda sagge riflessioni sulla necessitàdi dare una migliore e, diciam co-sì , più civile educazione al sessomen forte , perchè più atto addi-venisse al miglioramento della so-cial civiltà, cui colti eran semprei più intensi desiderii di lui. Fi-nalmente negli Annali Civili , al-la cui istituzione egli sopramrno-do applaudì, convien ricercare,chi osservar voglia l’ultima delle
fi) Su la preferenza de’ sessi, letteraélla signora contessa Mueciarellì Simo-rielti. Siena, pe’ torchi di Porro, 18*9.Un voi. in 8.
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sue scritture impresse. Nel fasci-colo in, o vogliano dire nel voi. tidell’ anno i 853 si legge un suo ar-ticolo intitolato : Espressioni del-la particolar riconoscenza dellaProvincia e città di Teramo do-vuta alla memoria dell’ immortaiFerdinado I. E una storica ricapi-tolazione de’ vantaggi di cui friquel principe autore al Terama-no 5 ma tacque il modesto chequasi tutti, lui chiedente, lui av-vocato ed intercessore, erano statidal re conceduti. Ed in vero se inquella provincia furono le infau-ste risaie abolite e soppressi i tri-bunali di grascia , se venne dallaservitù del pascolo redenta e lasua agricoltura tornata in fiore, seriebbe l’intera magistratura giu-diziaria e vide la vendita de’ fèu-di devoluti, non più soggetta acondizioni contrarie al principatoed al bene delle comunità , ella ildovette sì alle beneficenze sovra-ne, ma in gran parte il dovetteeziandio allo zelo, all’ingegno, e,diciamolo pure, alla buona fortu-na di questo suo figlio . Il qualeanche per altri titoli si meritò ilnome di benemeritissimo di lei edella »ua capitale ; chè taluni ab-bellimenti di Teramo ( siccomela sua principale strada detta dis. Giorgio sgombra dagl’ irregola-ri portici i quali ne deturpavanola bellezza, e i prospetti ivi ed al-trove rifatti a parecchie casipoleda lui a tal fine comperate ) e unalibreria donata al reale collegio,un’altra al convento de’ Cappuc-cini di essa città, furono opere diquel virtuoso. Nè del solo suo A-bruzzo, ma di tutte e tre le apru-tine provincie egli ebbe a cuore imiglioramenti 5 perciocché, oltrele narrate cose , fu suo concepi-mento un porto franco o fierafranca o franco assegno in Pe-scara, per dischiudere cosi un fon-te di novella vita agli Abruzzi,aprir nuove commerciali ricchezze