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a tutta la nostra linea dell’ Adria-tico, opporre un forte antemura-le al contrabbando di quelle pro-vincie, e restituire alle bocche del-]’ Aterno il vetusto onore, essendoivi stali e navale ed emporio fiori-tissimi quando la città dello stessonome a cavallo del navigabile fiu-me sorgeva . Le carte nelle qualiespose quanto potea determinareil Governo a consentire un tantofavore agli Abruzzesi, furono in-diritte al cav. de’ Medici, ma nonsortirono prospero effetto.
E questo lavoro ci porge occa-sione di accennare gli altri eh’ eilasciava inediti. Indicheremo quel-li di cui abbiamo notizia , rimasiin famiglia, o depositati in manode’ suoi amici, ultime faville per
10 più di tanta luce d’ingegno .Scrisse argute Osservazioni sopraalcune dottrine politiche del Se-gretario Fiorentino. Fu condottoad occuparsi in tal maniera dallavoglia di sceverare il buono dalreo, il retto dall* erroneo negli av-vedimenti morali e politici di quelsommo Italiano ; e tal voglia in luinacque dalla proposta messa in-nanzi da taluno di far conoscerepiù distintamente, così egli ragio-na, il merito e le dottrine di alcu-ni classici autori, acciò gii erroriloro non diventassero classici pu-re e permanenti, come la fama el' opinione che li accompagna .Veramente era disposizione delGoverno di allora, che la letturadi taluni fra’ classici moderni do-vesse andar congiunta con quelladi acconce osservazioni, le quali nerettificassero i sensi che poteanoparer non conformi colla buonainorale e colla buona politica. Del-fico pertanto compose questo li-bro , ove notò che gli elogi ed
11 biasimo di INiccolò Machiavellis’ erano del pari esagerati, nè isuoi veri ed originali pregi beneavvertiti. Di questo critico opusco-lo ei fece dono al marchese Dra-
gonetti Aquilano, al pari che del-la Memoria già mentovata su’ verilondamenti delle scienze morali,e le due parti dell’altra intornoa* metodi d’ istruzione . Andavaraccogliendo con amore tutte letegole, mattoni e crete cotte chene rimangono colla leggenda del-1’ Atri picena ; ed aveva incomin-ciato a scrivere una memoria sul-la figulina atriana, ma non pareche abbia poi potuto recarla acompimento.
Una breve scrittura sul modocome dovrebbesi dettare una no-vella storia della filosofia, perchèfosse quasi la geografia della sa-pienza, è al presente in potere delsignor commendatore de Angelis,al pari di altri autografi dello stes-so autore.
Due eruditissime Lettere eglidiresse al professor P. Liberatoreed al cav. Ferri, le quali presso lo-ro son conservate: 1’ una riguardala imputabilità de’ mutoli dallanascita ; 1’ altra fu dettata in occa-sion della morte della duchessa dis. Clemente.
Operetta di ben altra importan-za, e piena di utili osservazioni,sebben frutto della sua gioventù,è quella che intitolò : Riflessionisu gli stabilimenti di umanità ebeneficenza. La scrisse poco dopola pubblicazione del libro sullagiurisprudenza romana. Qne’ piiluoghi riguarda l’A. siccome pruo-va de’ sentimenti che dimostranoi gradi dell’ incivilimento de’ po-poli, se sono disposti alla ragioneed ordinati a produrre que’ benifisici, morali e politici da’ qualitanto dipende il perfezionamentodella specie ed il vero ben esseresociale. Seguitando il corso interodella vita dell’ uomo, setnbrògliche 1’ argomento si dovesse consi-derare accompagnandolo in certaguisa senza interruzione per tuttala serie delle umane età, cioè dal-lo stato di feto sino all’ ultima