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[Volume primo e volume secondo.]
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storia, e fra le vaste rovine delleantichissime nazioni indagando levicende primitive della specie edella società. A. noi non appartie-ne, e no n è da questo luogo, il sen-tenziare se sempre siasi egli appo-sto e sino a qual segno ; ciò solo di-remo, elle ove facciasi questo Sag-gio di pubblica ragione, ogni let-tore che abbia lume d’ intellet-to, dando a chi lo scrisse lode disommo pensatore dirà, che ingra-zia di essa opera qualche nuovopasso abbia pur fatto la scienzadell’ antropologia , tanto ancorafanciulla, iti pare che tal lavoro siastato come l’ultima scintilla e lapiù sfavillante di quella face cheera già per estinguersi. Melchior-re percosso di apoplessia il 26maggio i 835 , lottò venticinquegiorni colla morte, e nel dì 2tdel seguente giugno tra le brac-cia de’ suoi, benedetto dalla reli-gione, pianto da tutti, essendo vi-cino a compiere il novantunesimoanno, chiuse gli occhi per sempre.La famiglia e gli amici appresta-vangli pompa di solenni esequie;ma si lesse ia estrema sua volontà,che col solo accompagnamento delparroco e di quattro poveri la suamortale spoglia fosse portata al se-polcro. F11 allora tralasciata qua-lunque pubblica dimostrazione difunerale onoranza ; ma impedirnon si potè che i Teramani d’ ognietà e condizione a folla uniti aquei poveri non rendessero sponta-nei gli ultimi officii alfamatissimoconcittadino. Le iscrizioni furonopoi messe a stampa appresso al-l’elogio dettatone dal sig. Ferdi-nando Mozzetti giudice del cir-condario di Teramo, il quale statofamiliarissimo al defunto , potèconvenevolmente farsene ancorail biografo(i). E già due volte ave-

fi) Degli studii , delle opere e dellevirtù di Melchiorre Delfico, Ricordanza

va egli medesimo il Delfico détta»to la propria biografia, così richie-stone da monsignor Muzzarelli, edal signor giudice Gastaldi (1).

Era Melchiorre Delfico alto del-la persona e segaligno ; viso palli-do e scarno, ma dolce, aperto, gio-viale; ampie le occhiaie , sporti ipomelli delle gote; lo sguardo vivoe scintillante , facile e grazioso ilsorriso. Di sua pulitezza fino agliestremi giorni ebbe cura.

In complessione apparentemen-te debolissima serbava sanità vigo-rosa, ognora governata da frugali-tà e temperanza. Logoro dalla mol-ta età , passava i giorni, massimedi verno, nel letto, leggendo, con-versando o scrivendo. Nella buonastagione, verso il tramontare delsole, se il tempo gliel concedeva,passeggiava nei suo giardino; lasera, univasi alla brigata che aconversare nelle stanze della mo-glie del nipote si ragunava, e qui-vi affettuosissimo, qual era pursempre, alla famiglia, massime aimolti pronipoti, amenissimo a tut-ti addirnostravasi. Le sue manieresempre condite da urbanità; le pa-role, da dottrina non ordinaria, senon che gentilezza e giovialità fa-cenvanle a ciascuno graziose. Ma

di Ferdinando Mozzetti. Teramo , pres-so Ul/aldo Angelettì, ib35. t'n voi. in 8.

(1) Le notizie biografiche di M e '"chiorre Delfico scritte da esso per com-piacerne monsig Muzzarelli, che glie-le chiese per la Biografia llaliana da pub-blicarsi in Venezia, giungono sino al1827, e sono quelle stesse che leggonsinel giornal bolognese di sopra mento-vato. Delle altre da lui donate nel 1820al suo eh. amico d. Giuseppe Castaldisi hanno due diversi esemplari, f auto-grafo e la copia : in questa aggiunse piùestese particolarità, spezialmente intor-no a" suoi scritti. Si conservano oraquello da S. E. il cavalier Santangelo,questa dal commendatore de Angelis.Le quattro Vite indicate ( compresa laRicordanza del Mozzetti ) sono indi-spensabili a chiunque voglia scrivere og-gimai del medesimo personaggio.