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[Volume primo e volume secondo.]
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non dì sole parole benevoli, nondi consigli soltanto o sterile com-passione soccorreva gl’infelici diea lui avevano ricorso' ; poiché contutti i nervi faceva sii che ottenes-sero qualche efficace conforto, e sispendeva per loro con altrui, ov-vero del proprio denaro gli soccor-reva egli medesimo, spesso conmensuali assegnamenti: benefi-cenze peraltro tali, che non do-vessero coloro arrossirne ; e soloalla sua morte la più parte ne fu-rono risapute, in ispecialità voltea procacciare educazione ed istru-zione a fanciulli bisognosi. Degliamici fu tenerissimo ; nè mai anessuno di essi mancò della fedeche in lui avesse riposta. Buono econfidente, credeva gli uominiforse migliori che non sono; pure,non per disinganno che taloraglien venisse, daU’amarli e giovar-li si ritraeva. Panca che una mis-sione gli avesse il cielo fidata: pre-di care e fare il beine, promuoverecolla voce, cogli sccritti e coll’ope-re la comune utilittà, non della cit-tà o provincia natale soltanto, madello stato e della umanità. Piosenza fasto, davai l’esempio aglialtri del rispetto che deesi allecose della religione; La rettitudi-ne, la moralità, tutte le civili vir-tù trovavano ia lui un devoto eun sacerdote; La sua lingua , nèla penna mai non fu ministra diservile adulazione o d’inobbedien-za alle leggi ed a’buoni costumi.Ebbe miti le tempre , nobilissimol’animo ; serbò sino all ultimo co-scienza netta e dignitosa. Vissecelibe , non per avversione che a-vesse al matrimonio, ma per defe-renza alle leggi di primogenitura.Col p rimogenito non pertantoGian Bernardino , non meno checoll’altro suo miggior fratello Gio-van Filippo, sempre amicamentestette, siccome coloro che avevananche con essolui comunità distudii e di letterarie inclinazioni,

§45

noti entrambi per opere pubblica-te, del pari che l’ultimo rampollomaschio della famiglia il viventemarchese Orazio Delfico.

in somma convien considerarequesto Melchiorre siccome reli-quia di quegl’ illustri uomini delpassato secolo ( che tanti pur neprodusse fra noi ! ) , i quali allanapolitana scuola di filosofia e dieconomia appartenevano : filosofoper altro non seguitatore dell’an-tica metafisica, da lui chiamatascienza delle astrazioni che noistessi abbiamo create, ma di quel-la che attende a studiar le relazio-ni delle cose e delle opere, di quel-l'antica filosofia italiana al cui rin-novamento egli per la sua partecooperava; economista, non giàper amor di sistemi o di utopie,ma speciale , pratico diciam così efelicissimo, tal che la storia dellasua vita si collega con quella dellenostre finanze. Scrittor grave ,chiaro, efficace, anziché castigato;come rollìi che piacevasi di sporresenza studio di cercati ornamentie forse con disadorna semplicità isuoi pensieri, per niente vago del-le dilicature de’concetti e modiartifiziosi e colori sfolgoranti iquali dilettano l’orecchio, ma spo-gliano di virtù la sapienza , e pertroppo amore dell’abbellirla, talo-ra la rendono un vano suono, sic-come quello del liuto e del canto,che , col ristarsi del vibrato aere ,trapassa (1). Caro all’universale ,di lui si può dire la lode senzataccia di adulare , senza tema diessere contraddetto; Chiunque ilconobbe avrà notato quella suatemperateZza di animo, per laquale non lasciavasi vincere dal

(0 Sono parole tolte di peso da unlibretto elegantissimo leste venutoci tramano, è intitolato: Vita del reveren-dissimo Padre don Ignazio AgostinoScandellari bolognese, generale de'Bar-nabiti ec- scritta dal P. D, Paolo Van-turi ni barnabita Bologna, id55.