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[Volume primo e volume secondo.]
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diletico dell’orgoglio, comunqueavesse pur tanta ragione di super-bire. Non burbanza di ciglio, nonmodi aspri di preminenza, nonvantamenti; ma erano in lui pa-role cortesi, affabilità di maniere,contegno modesto, e ad un’oraquell’autorevole e soave imperoche davangli la molta età, la mol-ta dottrina e soprattutto le moltevirtù. Il suo nome rimarrà in be-nedizione tra’suoi concittadini enon ignoto all’ Europa ; al qualeacquisterebbe pregio maggiore lacollezione delle tante opere a stam-pa ed a penna sin ora da noi ricor-date , e cui potrebbesi ancora ag-glugnere un carteggio de’più co-piosi ed interessanti, poiché da luitenuto per sì lungo corso di annisopra scientifiche ed erudite ma-terie con moltissimi nomini digrido d’Italia, di Francia, e diGermania,

R. LIBERATORE.

MASETTI ( Giambattista ),nacque da Giambattista Masettipersicetano, e da Teresa Sandel-li di Bologna a’ io gennaio 1792in Castel bolognese, ove il padresuo esercitava la medicina a sti—pendii del comune. Morto que-sto, quattro dì dopo il suo nascere,ne prese amorosa cura l’avo pater-no Giacomo, recandolo seco inPersiceto : e spento esso , succedeal pietoso incarico lo zio Dionigiche raccolse in casa il bambinelloe diligentemente ne presedettealla educazione. Il fanciullo intesein patria all’aritmetica ed agli e-lementi della lingua nostra. Egiunto al terzo lustro passò a Bo-logna , ove pose tale studio alla fi-losofa all’ algebra e geometria, dauscire dalla università nel 1810con grado di perito agrimensore.Qni egli avrebbe potuto darsi alpratico esercizio dell’ arte appresa,se il genio, non lo avesse tratto ir-resistibilmente a donarsi tutto alle

matematiche. Tornò quindi spon-taneo alla università, e udite agrande fervore le sapienti voci deiGuglielmini, de’Venturoli e deiMagistrini, fu indi a tre anni me-ritato di laurea in classe d’ inge-gnere architetto. Nè cessando egli,perchè tolto alle scuole, da’pro-fondi suoi studi, venne in tal famache ben presto no minossi a ripe-tere in Bologna le dottrine dellacattedra di matematica applicata ;e soddisfece in ciò sì bene a disce-poli, a professori, e a presidi, chein temporanea assenza del Ventu-roli venne scelto a farne le veci; oquando nel 18 cj onoratissimi uf-licii chiamarono il Venturoli a Ro-ma, non altri a lui sostituissi cheil Masetti, che sette anni insegnòcon tale frutto e lodi, che rinun-ziata nel 1824 dal Venturoli lacattedra, questa stabilmente confe-rivasi a ini che la tenne lino agliestremi del viver suo. Che se unamorte immatura gli vietò porgerlungo aiuto a quanti concorrevanoad udirlo, egli a perpetuo ed uni-versal giovamento de’studiosi scris-se e pubblicò non pochi dotti e di-ligenti lavori. E prima a perfezio-nare i Molini da grano pubblicavaun metodo teorico-pratico, conappendice sulla Coclea d'Archi-mede. Seguiva a questi un Saggiosull' Equdibreo delle volti di tut-to sesto ovali e piane. RisolvevaProblemi di voltimetria in unaMemoria letta all’ istituto bolo-gnese agli otto gennaio 8t8, equindi un Problema agr.menso-rio sulla rettificazione de confini.La Ricerca ed ^inalisi di quattronuove curve algebriche dioenden-ti dalla parabola e dal circoloveniva a luce poco prima d’ altreRicerche analitiche d'aletne Jor-mole atte a determinare la di-mensione de' muri sostenenti laspinta delle terre. Queste forma-rono altra Memoria che esse al-l’instituto nella tornata ce’yen ti