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[Volume primo e volume secondo.]
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cattedra di eloquenza nell’univer-sità di Brera; e se quivi con le sueorazioni si meritò il favore del co.di Firmian , e il dono di una me-daglia d’oro dall’ immortale MariaTeresa; bene meritò di tutta la stu-diosa gioventù col nuovo Vocabola-rio italiano e latino di Carlo Man-dosio, ch’egli ristampò con mol-te correzioni ed utilissime giunte.

Sceso dalla cattedra, il Tirabo-schi sì chiudeva nella bibliotecadi Brera, e facendone un diligen-te catalogo, veniva per tal modocoltivando quel germe di studibiografici, che dovea poi metterefrutti cosi gloriosi. Egli ne diedeun primo saggio nella storia del-1 ’ordine degli Umiliati, che in-cominciò a stampare del 176(1, eche prosegui in tre volumi. Fulodatissima dagli Atti degli eruditidi Lipsia, siccome quella che dif-fonde tanta luce sulla istoria ec-clesiastica e civile di que’tempi;si che mi maraviglio, che non siaoggi, più che non è, e cerca e let-ta dagl’italiani, che vanno si paz-zi per le cose del medio evo.

Morto intanto il P. GiovanniGranelli, che era bibliotecario delduca di Modena, quel principechiamò a succedergli in tale uffi-cio il Tiraboschi ; il quale, mode-sto com’ era , ricusò da prima unimpiego , che la celebrità di unBacchiai e di un Muratori gli ren-dea formidabile ; ma poscia a’con-forti de’ suoi confratelli si recò adaccettarlo.

Condottosi in Modena del 1770,per risponder degnamente allascelta che di lui s’era fatta, imma-ginò subito un’opera, che all’onorsuo e a quello di tutta Italia tor-nar potesse egualmente proficua ;e questa si fu la storia della italia-na letteratura; istoria la quale sindall’ età più rimote spiegasse lesingolari benemerenze di questaItalia in ogni generazion di sape-re, e mostrasse come gli altri po-

poli di Europa non sarebbero oggirischiarati da tanta luce di letteree di arti, se questa luce non si fos-se prima accesa fra noi. E' veroche prima del Tiraboschi, aveadisegnato un si fatto lavoro il co.Giammaria Mazzucchelli col suoDizionario degli Scrittori Italia-ni; ma oltre che che quella sarebberiuscita la storia degl’italiani let-terati, e non già della italiana let-teratura ( che è cosa troppo diver-sa) ; quell’ opera stessa per la fa-tai morte del suo autore restò, nonpur imperfetta , ma a pena inco-minciata. Nè Y Idea della Storiadell' Italia Letterata di GiacintoGimma era tale da soddisfare aldesiderio de’ sapienti, e da porgeruna vera idea della nostra lettera-tura , sì come s’ era l’autore pro-posto ; e le altre istorie letterarieda noi possedute si riferivano aparticolari città e provincie, o asingoli letterati ; sì che mancavasempre quella compiuta storia del-la nostra letteratura, che la sua o-rigine, i suoi progressi e le sue vi-cende ne descrivesse non menocon la copia dell’ erudizione, checon la finezza del gusto e la saga-cità della critica. E questa è la sto-ria, a cui si accinse il Tiraboschi,e che in soli undici anni ( fa ma-raviglia a dirlo ) e’ ci diede com-piuta. Con quali applausi fosse es-»sa ricevuta, non accade ricordarlo;basti, che mentre dall’autore siandava componendo e stampando,se ne fecero due compendi, 1’ unoin tedesco dal Retzer , l’altro infrancese dal Landi, a cui più tardisuccesse quello dell’ ex-gesuita Za-noni; che tutti i giornali andaro-no a gara a cumularla di lodi; eche impresa subito a ristampare,queste ristampe continuarono cotitanta foffa, che ogjn se ne contanoinsino a dodici ; il che non fareb-»be maraviglia di un romanzo : mala fa di un’ opera di tanta gravitàe di tanta mole.