posteriore. Senza che se 55 alcuno,
55 come sugrsjeriva lo stesso Tirabo-55 schi, spogliando la sua Storia« delle cronologiche discussioni e» delle minute ricerche, nelle qna-» li ha creduto che l’obbligasse a« trattenersi più volte 1 * esser egli55 il primo a rischiarare un sì ara-55 pio argomento , ne traesse solosa la sostanza de’ fatti, e le conse-55 guenze che ne ha dedotte, e le55 generali considerazioni sullo sta-»5 to della letteratura, che qua e la55 ha sparse in più luoghi, verreb-55 be forse a formare quel filosofico» quadro, che ad alcuni sembra55 mancare a quest’ opera. 55
Ma contro a quest’accuse che sison fatte alla Storia del Tiraboschi,di quanti pregi essa mai non ab-bonda , e di quante lodi non fuessa mai, in grazia di codesti pre-gi j cumulata! La disse il Loscoeopera immortale t.. in questo ge-nere di composizione, la più per-fetta, che alcun paese e alcun se-colo abbiati prodotto. La chiamòil Maffei: opera d’immenso studio,che non può vantarsi da nessunaaltra nazione; e gli fa eco l’Ugonidicendola un monumento di Sto-ria letteraria, che lutti avanzaper vastità di disegno quelli chealla memoria del sapere italianofurono eretti; e di recente AchilleMauri non dubitò di affermare ,che non v'ha nazione, che posseg-ga una Storia letteraria più accu-rata, più copiosa di squisita e re-condita erudizione, più libera diogni passione di questa. Alle qua-li lodi, meritamente impartite allaStoria del Tiraboschi, io vo’ag-giungerne Un’altra, quella cioè diaverla scritta con molta proprietàdi lingua e nettezza di stile ; nògià per questo io porrò il Tirabo-schi a lato del Machiavelli , delMuratori, del Casini, come fece ilcard. Maury con un bizzarro mi-scuglio, che punto però non ma-raviglia in un francese, che parla
di cose italiane; dico solamenteche la storia del Tiraboschi si faleggere con piacere, anche per ilmodo terso e facile con cui è scrit-ta; tersezza e facilità che l’auto-re derivò dallo studio d!i classici,e dal suo esercizio in opere di elo-quenza, ed anche di poesia; sì co-me manifestano alcuni suoi versiche abbiamo alle stampe.
La storia della letteratura italia-na, in che altri avrebbe speso tut-ta la vita, al Tiraboschi non costòcome diceva, che soli undici anni.E a pena uscito di quella fatica, al-tre ne imprese rivolte ad illustrarle memorie di Modena sua secon-da patria. Appartengono a questonumero la vita di Fulvio Festi,poeta famoso tra noi per altezzad’ingegno e d’infortunio; la Bi-blioteca modenese, o Notizie deliavita e delle opere dògli scritto-ri negli stati det serenissimo Du-ca di Modena; la storia dell'an-gusta Badia di S. Silvestro di No-nantola ; le Notizie della confra-ternita di S. Pietro Martire; o-pere tutte, le quali spiccano per lesolite qualità del Tiraboschi, pa-zienza d’indagini, esattezza di cri-tica, copia di erudizione; che senella Biblioteca modenese egli feceluogo talvolta a nomi oscuri, chenon meritavano di esser tolti al-l’obblio; notar bisogna ad escusa-zione del Tiraboschi, che si fatteopere servono al genio municipale,il quale non vedendo più là dellacerchia del proprio paese, trovabello e grande ed illustre tuttoche ad esso pertiene. Chiusero que-sta serie di opere modenesi le me-morie storiche Modenesi, a cuil’autore attese negli ultimi annidella sua vita, e eh’ ei non ebbalafortuna di poter terminare, la-sciando all’afa. Giambatista Ventu-ri la gloria di compierne i dueultimi Volumi. Nè taceremo del Jl’opera di un modenese, ch’eglicavò dalle tenebre j il libro, cioè,