dii IL' origine della poesia rimatadi Giambatista Barbieri; libro ch’e-gli il primo stampò, corredandolodi prefazione e di note, in cui tolsea provar che la rima fu portata da-gli Àrabi nella Spagna, donde tras-migrò in Provenza e in Italia.
Il T 'imboschi, sempre indefessorie’suoi studi, mentre attendevaalla composizione e alla stampa ditutte queste opere, mantenevaun’ estesissima corrispondenza ;leggeva dissertazioni all’ accade-mia de’Dissonanti di Modena; fa-cea giunte e correzioni per unaseconda edizion modenese dellasua Storia ,• dava opera ad un ri-putato Giornale che si stampò inModena dal 1773 sino al 1790;somministrava giunte e correzioniper la ristampa padovana dell’ En-ciclopedia metodica di Parigi ,specialmente rispetto alla Storia ealla Geografia j stendeva il Pianodella Classe Storica e 1 ’ articoloInvenzione dalla stampa per la«uova Enciclopedia italiana im-maginata dall’ ab. Zorzi ; dettavaeleganti inscrizioni latine; ed al-tre minori opere andava compo-nendo, che per altri sariano stateoccupazioni, per lui non eranoche riposi.
Tutte queste benemerenze delTiraboschi non rimasero senza ildebito premio. Poiché , oltre allabella nominanza in che venne , ititoli di cavaliere, consigliere, epresidente della ducal biblioteca egalleria delle medaglie ; la nobiltàmodenese di cui fu fregiato ; lasua aggregazione alla universitàdi Modena sì come professore 0-norariò ; la sua immagine colloca-ta , a cagion di onore, nella saladel maggior consiglio di Bergamo;e i diplomi di varie illustri acca-demie, e le dedicazioni di varie o-pere, furono tutte non meno atte-stazioni vendute al suo merito, checonsolazioni sparse sulla sua vita.
Ma consolazioni ancor più pure
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egli traeva dalla propria virtù édal testimonio di una buona co-scienza. Affezionato alla religioneper debito d instituto, e per sen-timento di cuore, nulla più lo at-tristava, che il veder discenderdalle alpi e propagarsi tra noi tan-ti empi libri, guastatori di ogniprincipio religioso e di ogni one-sto costume. Modesto quanto sipossa mai dire, niuno fu più pre-sto di lui ad emendare i proprierrori, a farne pubblica confessio-ne, e a riconoscerne quelli che nelo aveano avvertito. Nè era con-tento di comunicare altrui il suosapere con le sole opere che met-teva in luce; ma niuno si rivolge-va a lui per notizie e consigli, cheegli noi soddisfasse pienamente ;ed ove gli fallisse all’ uopo la li-breria estense , s’ indirizzava al-1’ uno o all’ altro de’ suoi amiciper contentarne le inchieste. Lon-tano dallo scroccar fama con quel-le arti basse ed oscure, che purimpiegano tanti scrittori, egli po-tea con tutta verità scriver di seal P. Pozzetti! Come io non soglioraccomandarmi a giornalisti , èraro eh' essi parlino delle miecose ...» Ma grazie a Dio , sonoassai poco sensibile a tali cose ,ed è ben difficile eli io perda lamia consueta tranquillità. Amò lasua patria benché ne vivesse lon-tano, e ne diede una pruova , le-gando al clero della parrocchia iucui nacque una porzion de’suoi li-bri. Fu misericordioso verso i po-veri, riconoscente verso gli amici,e massime verso i suoi famigliari,che scrisse , morendo, eredi di o-gni suo avere, lnsomma la vitadel Tiraboschi fu un continuo tes-suto di studi e di virtù; per cuialla sua morte, succeduta a ’3 giu-gno del 1 7 p 4 i avea ragione il Bet-tinelli di esclamare: La gloriad'lsraello e perita.
Varie vite ed elogi si pubbli-carono del Tiraboschi ; fra cui