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[Volume primo e volume secondo.]
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a compimento dell’ opera, se mor-te non troncava sì bello ed utiledisegno.

Ila lasciato tra’ suoi manoscrittivarii discorsi, ed elogi, prolusionied epigrafi latine, le quali cose di-mostrano quanto egli fosse dotto,laborioso ed erudito.

Raccolse belle e splendide edi-zioni de' nostri classici e special-mente di Dante, il quale formavala sua principale delizia. Raunòanche una ben intesa collezionedi economisti da Senofonte insinoa Melchiorre Gioja.

Era il Padovani fornito d’in-genue maniere, d’animo franco eleale, ed ebbe perciò molti amicied estimatori. Vedi Necrologiadel prof. Antonio Padovani delprof. Chiappa , Pavia, presso Biz-zoni, 1823.

G. Chiappa.

COMI( Suro), nacque in Paviail dì 9 decembre dell’ annoe cessò di vivere nella medesimacittà il dì 8 settembre del 182 1 inetà di anni ottanta. Fu Siro Comiuomo studiosissimo, e i suoi studiprediletti oltre le belle lettere ela filologia , la storia letteraria ,1’ archeologia, la paleografia, la di-plomatica ed ogni genere d’ eru-dizione. Si applicò in particolarmodo all’ illustrazione delle cosepatrie, e rovistò lunghi anni e conpazienza più rara che mirabile ne-gli archivi e ne’ vecchi codici perestrarne e cercarne tutte quellenotizie che potevano giovare la pa-tria istoria. Fu nominato a pubbli-co stipendio ordinatore del pub-blico archivio e di quello dellauniversità, e in questo uffizio adat-tatissimo a lui si segnalò grande-mente. Frutto di questi suoi studidopo aver volgarizzate alcune poe-sie e dal tedesco e dal franceseidioma fu primamente un’ operasopra il Filelfo con questo titoloFranciscus Pliilelphus Archigy-

mnnsio Ticinensi vindicatus (tSyro Comi plura intercessero dere scholastica ejusdem notis an-te Galatium 11 . Vicecomitem Fi-dili , ex tj'pographia S. Salvato-ris, 1 " 85 , in 8. Nel 1792 pubblicòun’operetta in cui fa delle , Ri-cerche sull' accademia degli Af-fidati di Pavia. Poi diede alla lu-ce la Memoria storica critica so-pra Severino Boezio. La quale èuna delle più importanti di que-sto indefesso ricercatore delle anti-chità pavesi. Nel 1807 fece di pub-blico diritto le sue Memorie sul-la storia della Tipografia pavesedel secolo xr, e due altre Memoriestorico-diplomatiche avea già pub-blicate insino dall’anno 1802-1804.pochissimo conosciute dagli erudi-ti del Diritto del pubblico di Pa-via al deposito e all' arca del granVescovo d'Ippona sant' Agostino.In tutte queste opere egli mostròvasta erudizione se non fu semprebastantemente buon critico e ra-gionatore.

Vìsse vita quieta e celibe, e sem-pre in seno agli studi. Fu carita-tevole mentre visse , e morendolasciò il proprio a prò de’ pove-relli.

G. Chiappa.

MANGILI ( Giuseppe ), vennealla luce nel marzo del 1767 in Ca-prino nella provincia di Pergamo.Studiò dapprima belle lettere, eall’ età di anni diciannove fu elettomaestro di gramatica. Ma aspiran-do egli a più alte cose si recò a Pa-via ad ìstudiarvi storia naturalechiamatovi dalla fama d’uno Spal-lanzani e d’ uno Scarpa. Viaggiòl’Italia con Mascheroni cercando ipiù grandi monumenti della natu-ra, e fra questi il Vesuvio. Si recòpoi a Firenze sotto Mascagni e Fe-lice Fontana. Navigò all’isola d’El-ba per osservarvi la ricca vena me-tallica di ferro. Cercò il littorale li-gustico j scorse le montagne della