Bergamasca , della Bresciana , delVeronese e del Tirolo. Avvenuto ilpolitico rivolgimento dell’Italia,egli fu membro del corpo legisla-tivo della repubblica cisalpina ;poi sedette nei comizi di Lione,e fu ascritto al collegio elettoraledei dotti. P_eregrìnò la Francia, laSvizzera, la costa dell’ Oceano, efu a Parigi. Sali sulla cattedra del-lo Spallanzani all’ ateneo ticine-se, e con applauso vi lesse istorianaturale. Ma una lenta infermitàconsistente in una infiammazionecronica del midollo spinale lo ri-dusse nel i8i5 a miserabilissimacondizione di vita, al che si a<r-giunse nel ig un guaio d’ orina,e nel 1829 Un colpo apoplettico ildi i 5 novembre troncò gli stamidi sua disagiata vita.
Scoprì il sistema nerveo dellesanguisughe e delle conchiglie bi-valve : illustrò il costume deglianimali mammiferi soggetti al le-targo invernale : istituì esperienzesul veleno viperino, e sulla fecon-dazione artificiale de’ girini e sul-la circolazione del sangue nel me-senterio delle rane e nelle bran-chie dei pesci.
Fu il Mangili di gentili manie-re, coltivatore dell’ amicizia, caroagli amici : e fu benefico e largocon tutti, la quale qualità egli di-mostrolla anche nella sua ultimaVolontà, con che riconobbe paren-ti, amici, non tralasciando anchei poveri del suo natio paese. Sop-portò con grande tolleranza e ve-ramente filosofica la sua infermità,durante la quale ebbe il confortodella continua compagnia degli a-mici e colleghi i quali del conti-nuo convenivano alle sue stanze.Ved. Necrologia del prof. Mangi-li del prof Chiappa , Pavia , tipo-grafia Fusi , 1829.
G. Chiappa.
MATTEINI (Teodoro),' na-cque in Pistola nel 17543 ed ebbe
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i primi insegnamenti nell’arte deldisegno da Ippolito padre suo, chen’ era maestro nelle scuole dellasua patria. Sollecito questi di dar-gli un’ educazione corrispondenteal talento che s’era nel giovanettospiegato per la pittura , potè me-diante le largizioni del cav. NiccolòFortignerri (il pronipote dell’ au-tore del Ricciardetto ) procurargliun collocamento in Roma, doveall’ età di i/^anni passò sotto la di-sciplina prima del cav. PompeoBattoni , e poscia di DomenicoCorvi. Era giunto agli anni igquando mandava il primo fruttodella sua pittorica educazione inpatria , consistente in un quadrodi sua invenzione rappresentante1 ’ Adorazione de’ Magi . L’ amoredell’ arte, e la opportunità di eser-citarla con suo profitto meglio inRoma che altrove, lo determinaro-no a fermarvi il suo domicilio, nòdovette essere scarso di commissio-ni si ad olio che a fresco, bastan-doci , tra quest’ ultime , ricordare1 ’ apoteosi del b. Francesco Carac-ciolo, ed il martirio di s. Lorenzo,pitture che si conservano nellachiesa di s. Lorenzo in Lucina. 11quadro che sopra ogn’altro gli pro-cacciò giusta fama si fu uno di fi-gure grandi al vero rappresentan-te Angelica e Medoro. Il legamen-to e l’accordo di questa vaga com-posizione invogliò il celebre Mor-ghen ad impiegare per essa il suobulino, e diede un intaglio in ra-me che promosse gara di applausia buon dritto scompartiti tra ilpittore e 1 ’ intagliatore. Era giun-to il Matteiui al suo quarantesimoanno quando il Granduca di To-scana Ferdinando III lo invitò arecarsi in Firenze , di dove , dopoavervi lasciata qualche sua operae dato al bulino di Morghen il di-segno della così detta Madonna delSacco di Andrea dal Sarto , eseguila commissione affidatagli da quelPrincipe mecenate delle Belle Arti*