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accordo colle vesti era 1’ animo .Si può credere quel che si vuoledi me, ma io so che mi sono sem-pre trovata meglio ove più si siavvicinava alla natura e alla sem-plicità; sono sue parole, scritte inuno di que’ momenti in cui 1’ in-genua espansione del Cuore rendeconsiderabili anche le frasi usuali.Sono pure sue pai-ole quest’altre :pare impossibile come lutti noncerchino di rendermi contenta ,mentre ci vuole tanto poco a riu-scirvi ! Amava passionatamente lacampagna, cercandovi ombrosi pas-seggi e tranquilla lettura ; a qual-che amica cui avrebbe voluto com-pagna in quelle delizie scriveva :la salsetla del cuore vi e apparec-chiata. Bastavaie che i rami intrec-ciati non le togliessero affatto lavista della luna sorgente : poverivoi altri cittadini , scriveva, chenon vedete la luna tra gli alberi,e le ombre degli alberi al chiarordella luna ! E in altra lettera,niente pretendo dagli alberi, e vo-lea dire di ciò che si pretende so-litamente dagli uomini , e da essisi accorda molto di rado. Questo èl’animo da portare alla campagna,largitrice spontanea di ciò che lepretensioni non sanno ottenere. Diviaggi mostrò dilettarsi quel tantoche poteva giovare ad istruzione ,ma più le piaceva vedersi visitata,rimanendo in patria, da genti divarii paesi, ciò che chiamava viag-giare con poca spesa . E chi nonsarebbesi condotto volentieri a vi-sitarla , oltreché per la fama delsuo sapere , per le scelte personeadunate in sua casa ogni sera? Ma-raviglioso accoppiamento fu in leidi abitudini e d’inclinazioni pro-prie alla campestre ritiratezza ealla socialità cittadina. Si tempera-va in ambedue di maniera da sem-brar sempre meglio a lei conve-niente lo stato attuale. In una sualettera trovo egregiamente descrit-ta una festa d una delie principali
città d’Italia, in cui, così ella: simangia e si beve seti:' allegria, ecome se il popolo fosse pagato aciò fare per forza. E continua;in un paese ove si mangia e sibeve dall'alba al tramonto, senzaveder un ubriacco o un fanciulloa saltare , non volete in questopaese avere per lo meno sonno ?Dei fanciulli ne giudicava comepuò leggersi in altra lettera : sonoaneti io qui sul semplice , non ciho quasi altra compagnia che diragazzi ; stimo assai la loro pa-zienza , perchè quella stessa di-stanza in lutto che c è tra loro eme, la cè pure da me a loro. Finqui non ho trovato di comune franoi che il gusto per 1’ anguria , equesto è un bel argomento per ildiscorso. E di ragazzi appunto,non che di giovani de’due sessi,si circondava negli ultimi anni ,specialmente in alcuni piccioli bal-li onde distingueva le domenichefra gli altri giorni. Nelle adunatesociali piacevale il movimento, diquesto lodava gl’inglesi: colà,scriveva, tutto è movimento : tranoi una donna, quando è seduta',non è più possibile muoverla dalsuo posto , e ben presto la cosa sifa noiosetta. Ea noia era da lei te-muta oltremodo, se leggo in unasua lettera : per me la noia è frai mali peggiori ; ad essa preferi-sco il dolore. Confessava peraltroingenuamente i difetti frequentinel bel mondo, scrivendo: la bon-tà è raramente il soggetto delleconversazioni ; e altrove: chi mainon dice bugie? Poco numero, etanto poco, eli io spesso non hocoraggio di dire la verità, perchènon sia creduta una bugìa secon-do l'uso universale. Ho detto chel’animo suo tnanteneasi ingenuoed affettu oso, quantunque conti-nuamente asreirata nel turbinedelle fastose comparse e de conve-gni numerosi - t avrei molti fitti acitare per dimostrazione del non